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Telegram come Onlyfans: arrivano i post a pagamento

Clicca, paga e visualizza: è questo il funzionamento dei post a pagamento che Telegram sta gradualmente inserendo nella sua piattaforma. Da un po’ di tempo a questa parte, la sempre più nota app di messaggistica di Pavel Durov sta studiando vari metodi di monetizzazione. Per esempio la creazione di Telegram Premium con cui sbloccare nuove funzionalità, o anche l’inserimento di annunci pubblicitari nei canali pubblici. Ha fatto discutere anche la decisione di mettere all’asta gli username più desiderati, ma probabilmente questa novità potrebbe rivelarsi quella più controversa.

Aggiornamento 01/11: Telegram comunica dettagli sul funzionamento dei post a pagamento, trovate tutto a fine articolo.

Telegram sta preparando l’introduzione dei post a pagamento: ecco come funzionano

Come qualche utente ha fatto notare su Twitter, ad alcuni è comparsa la possibilità di inserire post a pagamento nei canali Telegram. Il funzionamento è molto semplice: il creatore del post decide la tariffa, l’utente clicca, sceglie il metodo di pagamento e, completata la transazione, può visualizzarlo. Un metodo di creazione di contenuti molto simile a quello di OnlyFans, dove il creator ha una bacheca in cui decidere se pubblicare post liberi per tutti o visualizzabili sotto previo pagamento.

Come prevedibile, non ha tardato ad arrivare la protesta da parte di Apple, che in questa mossa ha visto un bypassaggio della tassa del 30% che gli sviluppatori devono versare per acquisto di app e transazioni al suo interno. Di conseguenza, Telegram ha momentaneamente sospeso il test dei post a pagamento, anche perché per il momento erano testati unicamente sulla versione iOS dell’applicazione. Di questo si è lamentato Pavel Durov, patron di Telegram, affermando che con il loro metodo i creator potevano intascarsi il 100% della somma pagata dagli utenti. Non è la prima volta che Apple blocca una novità introdotta da Telegram, come nel caso delle Telemoji, così come non è la prima volta che Durov critica aspramente colossi tech, come nel caso di WhatsApp.

Nuovi dettagli | Aggiornamento 01/11

Dopo che la notizia ha iniziato a circolare, il team di Telegram ha dichiarato che i post a pagamento in questione non sono nativi dell’applicazione, ma sono gestiti tramite bot di terze parti. Resta comunque il fatto che Apple abbia deciso di bloccarne il funzionamento per quanto detto sopra.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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