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Gli USA bannano un grosso chipmaker cinese

Nonostante il passaggio dalla presidenza Trump a quella Biden, la politica di ostracizzazione della tecnologia made in Cina non accenna a fermarsi, come dimostra l’aggiunta di altre 36 aziende cinesi nella Entity List. Manca l’ufficialità, ma dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, un nuovo giro di vite che potrebbe costare caro all’industria tech cinese in quanto comprende anche uno dei principali chipmaker asiatico. Sto parlando di Yangtze, detta anche YTCM, nome che a molti non dirà nulla ma che rappresenta una delle possibili rivali di Samsung.

Il governo USA aggiunge oltre 30 aziende cinesi alla Entity List, fra cui Yangtze

Yangtze ha fatto parlare di sé con il lancio di Huawei Mate XS 2, dato che il pieghevole contiene memorie YTCM e ciò rappresenta una violazione del ban americano contro Huawei. Pur essendo memorie ingegnerizzate e prodotte in Cina, esistono grazie a tecnologie di derivazione americana e non potrebbero quindi essere vendute al produttore cinese di smartphone. Le azioni di Yangtze hanno così attirato le attenzioni delle autorità statunitensi, sollevando l’ipotesi che un ban contro il chipmaker fosse soltanto questione di tempo.

Nel momento in cui arriverà l’ufficialità, Yangtze non potrà più acquistare prodotti fatti in USA o anche altrove ma con tecnologie di derivazione americana, salvo ottenere una licenza speciale che si prospetta difficile da ottenere. Questo significa che Yangtze non potrà mettere mano sulle apparecchiature più evolute, un limite che metterà ancora di più i bastoni fra le ruote nella corsa all’evoluzione dei microchip della Cina. Da quando gli USA hanno imposto le nuove regole, la filiera tech della Cina sta venendo pesantemente rallentata e migliaia di aziende sono fallite.

Nel panorama dei semiconduttori, Yangtze rappresenta quello che in gergo tecnico viene definito un potenziale “campione locale”, cioè una società di alto profilo per la Cina. Una lista che comprende realtà quali Alibaba, Tencent, Huawei e SMIC, altro chipmaker che è finito nella blacklist americana. E se SMIC si occupa di System-on-a-Chip (ma non solo), Yangtze si è fatta un nome nel settore per la sua produzione di memorie, ottenendo importanti traguardi come la realizzazione delle prime memorie flash 3D NAND da oltre 200 strati battendo sul tempo storici colossi come Samsung, SK Hynix, Micron e Toshiba; un risultato notevole, specialmente se si considera che Yangtze è stata fondata soltanto nel 2016.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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