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Sareste disposti a pagare per un’alternativa ad Android incentrata sulla privacy?

Si chiama Apostrophy ed è una Startup svizzera che sta scommettendo su qualcosa di molto grosso: un sistema operativo per smartphone capace di garantire la sicurezza dei dati degli utenti, che lo faccia per davvero, senza appropriarsi di tutte quelle tracce, quelle informazioni che lasciamo nel Web (e non solo) e che vengono poi utilizzate dalle aziende per offrirci pubblicità mirata. Tutto questo verrà offerto in modo gratuito? No, ovviamente. Perché tutto ha un prezzo. E mentre ripaghiamo Google in dati utente pronti per la profilazione, citando le parole dell’azienda, nel caso di AphyOS – questo il nome dato al nuovo sistema operativo – pagheremo direttamente in contanti.

Cos’è e come funziona AphyOS, il sistema operativo privacy-oriented

Stando a quanto si legge sul sito ufficiale, AphyOS si basa su GrapheneOS, un sistema operativo orientato alla privacy e già disponibile nella versione stabile per gli smartphone Pixel dalla serie 4 a seguire. Trattandosi di un OS in buona parte basato su Android, molto probabilmente la soluzione proposta da Apostrophy potrà essere installata anche su smartphone non-AphyOS, come alternativa ad Android.

Possiamo parlare di AphyOS come di un sistema operativo decentralizzato. Cosa significa? Che mentre ci sembrerà di utilizzare lo smartphone normalmente, eseguendo app, giochi, funzionalità e tutto quel che ci pare, dall’altra parte ci sarà un gruppo di esperti di privacy altamente qualificato che lavorerà senza sosta per garantire la sicurezza dei nostri dati personali, mettendo in campo nuove opzioni e feature ad-hoc.

Alcune delle applicazioni che questo OS offre sono e-mail Aphy, VPN Aphy, Calendario, Appunti, To-Do List e Cloud, servizi auto-sviluppati che si basano su tecnologie e sistemi di sicurezza assai sofisticati pensati per fare in modo che nessuno – letteralmente – possa ficcanasare tra le nostre attività. Ripetiamo, però, che tutto ciò verrà offerto a pagamento, nella formula di un abbonamento mensile o annuale.

Per quanto incredibile possa sembrare, a detta dell’azienda ci sarebbero già diversi produttori pronti a scommettere su questa nuova soluzione, alcuni dei quali addirittura pronti a rilasciare degli smartphone con AphyOS pre-installato già a partire da quest’anno. Al momento, non riusciamo ad immaginare un’utenza diversa da quella business o élite interessati ad acquistare un nuovo smartphone il cui funzionamento verrà gestito da questo nuovo sistema operativo a pagamento.

Clienti di un certo calibro, che utilizzano lo smartphone anche per gestire i flussi di lavoro, file importanti e documenti contenenti dati molto sensibili, potrebbero essere il target principale di un sistema operativo orientato alla protezione della privacy e dei dati personali, e che in quanto tale si fa pagare – e non poco. Considerando che un sistema operativo del genere esiste già – GrapheneOS – e per giunta gratuitamente, quanto può valere la pena passare ad AphyOS? Siamo davvero curiosi di scoprirlo.

Cosa pensate di questo nuovo OS? Sareste disposti a pagare, e nel caso quanto, per un sistema operativo più attento alla vostra privacy? Lasciate un commento e fatecelo sapere. E se il nostro articolo vi è piaciuto, condividetelo sui social: basta un semplice gesto per supportarci!

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Raffaella Papa

Giornalista, classe 1996. Ho una laurea in “Editoria e Comunicazione”, conseguita presso l'Università degli Studi di Salerno, e ancora tanti sogni nel cassetto. Sono una appassionata di tecnologia, videogiochi, serie TV, Arte e rimedi fai-da-te. Ho già collaborato come redattrice freelance e video-recensora con altre testate giornalistiche, dedicando una particolare attenzione al mondo tecnologico. Ho partecipato a importanti fiere ed eventi nazionali e internazionali, intervistando personalità di un certo calibro.

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