Scienza e Tecnologia

Le scuole di tutto il mondo si schierano contro ChatGPT

Il fenomeno ChatGPT non accenna a fermarsi, diventando sempre più popolare tra gli studenti di tutto il mondo che cercano di trarne vantaggio nella scrittura di compiti, temi e tesi. Le scuole, tuttavia, stanno iniziando a correre ai ripari bannando e bloccando l’accesso all’intelligenze artificiali tra le mura scolastiche.

Gli studenti si affidano troppo a ChatGPT, le scuole corrono ai ripari

ChatGPT è diventato rapidamente popolare in tutto il mondo grazie alla possibilità di rispondere e risolvere qualsiasi problema gli venga posto. Lo sanno bene gli studenti di tutto il mondo, che ne stanno traendo grande vantaggio per i compiti a casa e per la scrittura di temi e tesi per gli esami. Questa, tuttavia, non può diventare la normalità e gli istituti scolastici lo sanno bene.

In India, per esempio, la RV University di Bangalore ha vietato l’utilizzo del bot dal primo giorno del 2023. Non solo ChatGPT, ma anche Copilot di GitHub e BlackBox, bot in grado di scrivere codice da semplici prompt di testo. L’accesso alle IA è stato impedito durante le lezioni e agli studenti sarà richiesto di riprodurre i propri contenuti per verificarne l’autenticità.

Allo stesso tempo, in Francia l’università Sciences Po ha completamente bannato l’utilizzo di ChatGPT, impedendo categoricamente agli studenti di utilizzare l’intelligenza artificiale per i compiti o le presentazioni. Dalle ultime informazioni, non è escluso che sia il governo stesso, ad un certo punto, ad istituire un ban per le scuole in tutta la nazione.

Anche negli Stati Uniti diversi istituti scolastici hanno deciso di impedire l’accesso al bot: è il caso del Department of Education di New York che ha impedito l’utilizzo in tutte le scuole cittadine: stesso provvedimento preso da alcune scuole di Seattle. Altre università, invece, hanno annunciato la riduzione dei compiti scritti in favore di esami orali, per verificare la reale preparazione degli studenti.

Già qualche mese fa uno studente aveva intuito la “pericolosità” di ChatGPT in ambito scolastico, sviluppando uno strumento chiamato GPTZero in grado di riconoscere i testi scritti dalle intelligenze artificiali.

Le IA, però, questa volta sembrano davvero essere la “next big thing“: è di questi giorni la notizia, per esempio, dell’intelligenza artificiale sviluppata da Google per la creazione di musica da una semplice indicazione testuale.

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Roberto Branni

Tuttofare amante dei videogiochi e della tecnologia. Scrivo sul web da quando avevo 15 anni e dopo una lunga gavetta sono approdato su queste pagine. Tendenzialmente ho sempre ragione, ma non lo faccio pesare. Resto umile.

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