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I chip Huawei tornano nel 2023, ma con un grosso “ma”

Il 2023 potrebbe diventare un anno piuttosto significativo per Huawei, che da tempo si rumoreggia sarebbe in procinto di tornare a produrre chip proprietari. Uno degli effetti più distruttivi del ban americano è stato senza ombra di dubbio il bloccare l’accesso alle fabbriche di TSMC, di fatto annullando l’operatività di HiSilicon, la divisione che dava vita ai chip Kirin che tanto hanno giovato ai dispositivi Huawei. Nonostante HiSilicon esista ancora e sia ancora in grado di ingegnerizzare chip, senza TSMC o Samsung che li stampa fisicamente è impossibile fare altrimenti. Si era parlato di una possibile alleanza con SMIC, ma finora nulla si è concretizzato, probabilmente anche in virtù del ban americano contro il chipmaker cinese.

Il 2023 potrebbe segnare il ritorno da parte dei chip proprietari di Huawei

Pur potendo acquistare chip Qualcomm e MediaTek e montarli sui propri smartphone, Huawei è tagliata fuori dall’acquisto di modem 5G, rendendo di fatto i suoi dispositivi più obsoleti della concorrenza; una situazione paradossale, se si pensa che fino a pochi anni fa Huawei era una delle pioniere del 5G. Tutte queste limitazioni avrebbero spinto Huawei a cercare strade alternative per tornare a essere competitiva, compresa la rifondazione di HiSilicon. Anche se da parte dell’azienda sono arrivate smentite in tal senso, i leaker cinesi continuano a portare avanti la tesi secondo cui Huawei sarebbe pronta a tornare a fabbricarsi i chip a partire dal 2023.

Di per sé questa sembra essere un’ottima notizia per l’azienda, ma ci sarebbe un problema: la produzione di massa riguarderebbe chip a 12 e 14 nm. Parleremmo quindi di chip con tecnologie datate, se si considera che gli ultimi chip a 12/14 nm di Qualcomm risalgono al 2017/2018 e appartengono alla serie Snapdragon 4xx/6xx, mentre per la serie high-end bisogna tornare al 2016 con Snap 820/821 a 14 nm. Stessa cosa nel caso di MediaTek: il Dimensity 700 5G, scelta economica e diffusa su moltissimi modelli di fascia medio-bassa, è realizzato a 7 nm.

Anche assumendo che ciò sia vero, se Huawei ricominciasse a produrre chip del genere non cambierebbe molto per la divisione smartphone, che quasi sicuramente continuerebbe ad affidarsi a terze parti mantenendo le suddette limitazioni. Più probabile che questi chip possano aiutarla a rendersi più indipendente in altri settori dell’elettronica o per i modelli di telefoni più economici in assoluto; per capirci, Huawei P30 Lite aveva il Kirin 710 a 12 nm e si tratta di un modello di quattro anni fa.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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