Aggiornamento 22/02: nuovi rumors parlano del taglio di ordini che Apple avrebbe attuato nei confronti di TSMC. Trovate i dettagli all’interno dell’articolo.
Secondo gli ultimi rumor, Apple si starebbe preparando a monopolizzare la produzione a 3 nm nella fabbrica di TSMC, che probabilmente vedrà diventare l’azienda di Cupertino il suo unico cliente per l’intero 2023. Tuttavia, il chipmaker taiwanese prevede un calo dei ricavi globali del 4/5% per il 2023, e la colpa sarebbe in parte anche della stessa Apple, che avrebbe deciso di tagliare gli ordini per sopperire alla difficile situazione economica del settore tecnologico.
TSMC ha annunciato ufficialmente la produzione di massa dei chip a 3 nm alla fine del 2022, ma se nel 2004 un wafer di chip a 90 nm costava 2.000$, oggi un wafer a 3 nm arriva a costare ben 20.000$. Ne consegue che solo pochissime aziende possano permettersi di acquistarli, e fra queste c’è ovviamente Apple, che da tempo rappresenta circa il 25% dei profitti di TSMC.
Ma secondo un leak che arriva dalla Cina, Apple avrebbe ridimensionato le sue richieste, sia per quanto riguarda i chip con processo produttino N7, N5 e N4 che quelli N3 di prossima generazione; questi questi rientrano chip futuri come A17 Bionic, M2 Ultra ed M3 che troveremo sui prossimi iPhone 15 Pro/Ultra e Mac vari. Al momento, l’azienda fondata da Steve Jobs sembrerebbe essere l’unica interessata a questa tecnologia e in grado di potersela permettere, nonostante anch’essa sia colpita dalla crisi del mercato PC.
Altre compagnie come AMD, NVIDIA, Qualcomm e MediaTek non sembrerebbero aver fretta nella produzione di nuovi chip a 3 nm e potrebbero non piazzare ordini per TSMC fino alla seconda parte del 2024. Secondo le prime stime, i chip con processo di produzione a 3 nm garantiranno il 60% in più di logic density e ridurranno i consumi energetici del 30/35% mantenendo però le stesse prestazioni, e questo potrebbe tradursi in una maggiore durata delle batterie per smartphone e notebook.
Allo stato attuale, soltanto TSMC e Samsung hanno le tecnologie necessarie per produrre a 3 nm ed entrambe stanno programmando l’apertura dei primi impianti in USA e in Europa. Ma nonostante Samsung vanti il più evoluto processo di produzione GAA (Gate-All-Around), ha riscontrato problemi di resa nella produzione dei primi lotti a 3 nm, con molti wafer che non passano i test di qualità. Nel frattempo, anche Intel sta preparando la sua variante della tecnologia GAA, chiamata RibbonFET, e si sta preparando a diventare una diretta rivale di TSMC e Samsung.
E intanto si parla già del futuro prossimo per l’industria dei chip, con TSMC che ha già illustrato il suo piano per i 2 nm (e non mancano le critiche), anche il Giappone si sta muovendo in quella direzione e ovviamente anche Samsung non sarà da meno, anche in vista dei successivi chip a 1 nm.
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