Anche se potrebbe sembrare ancora prematuro parlare di reti 6G, la verità è che nei paesi asiatici più avanzati lo sviluppo è già piuttosto avanti, come dimostra l’annuncio del Sud Corea. Nelle scorse ore, il Ministero sud coreano della tecnologia dell’informazione e della comunicazione ha pubblicato un annuncio ufficiale in cui annuncia che le reti di prossima generazione sono previste già per il 2028, anticipando di due anni il piano originale e bruciare la concorrenza sul tempo.
L’annuncio fa parte del programma K-Network 2030, con cui il governo del Sud Corea vuole incentivare l’introduzione delle prime reti 6G su scala nazionale utilizzando “tecnologie di livello mondiale“. Pe farlo, sono previsti investimenti verso i produttori nazionali, incaricati di sviluppare materiali, componenti e apparecchiature necessarie per la costruzione dell’infrastruttura del futuro. Lo studio di fattibilità per ricerca e sviluppo delle tecnologie 6G prevede una spesa di circa 480 milioni di dollari, con l’obiettivo di creare una rete condivisa RAN, dando modo ai vari operatori telefonici di poter condividere antenne e frequenze e offrire ai consumatori servizi più flessibili.
In questo modo, l’industria del Sud Corea lancia il guanto di sfida a quella cinese, in prima linea per l’introduzione del 6G. Mentre il Sud Corea ha depositato il 25,9% dei brevetti mondiali sul 5G, la Cina è andata oltre col 26,8%, e l’obiettivo è arrivare al 30% per i brevetti 6G.
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