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OpenAI ha paura dell’AI Act e minaccia di lasciare l’Europa

In una recente intervista, Sam Altman ha dichiarato che la sua OpenAI sta prendendo in considerazione l’idea di lasciare l’Europa, e il motivo si chiama AI Act. Da qualche tempo a questa parte, l’intelligenza artificiale ha preso il sopravvento nel mercato tecnologico, e non passa giorno senza che qualche azienda tiri fuori software in grado di fare in pochi secondi quello per cui gli umani impiegherebbero ore se non giorni, mesi o anni. Ma per evitare che questa rivoluzione abbia un impatto estremamente negativo sulla popolazione, l’Unione Europea sta lavorando a una serie di leggi che mettano dei paletti a queste società, OpenAI compresa.

OpenAI avverte: “Cambiate le leggi, o saremo costretti ad andarcene dall’Europa”

Nella prima bozza legislativa in fase di discussione nell’Unione Europea, chi crea e utilizza strumenti d’intelligenza artificiale generativa dovrebbe rendere pubblico il modo in cui funzionano, fra cui dimensioni e potenza del modello IA utilizzato, hardware e tempistiche impiegate per eseguirne l’allenamento. Tuttavia, rendere pubblici dati del genere rischierebbe di compromettere la competitività delle aziende coinvolte, perché obbligherebbe realtà come OpenAI di svelare gli ingredienti segreti delle proprie “ricette” software. Un altro argomento molto caro all’Europa è quello della tutela della proprietà intellettuale, e l’AI Act prevedrebbe di rendere pubblici tutti i dati protetti da copyright utilizzati, riaccendendo lo scontro fra artisti e app come Midjourney e più in generale le critiche contro le IA che utilizzano enormi quantità di dati in cui, volente o nolente, finiscono anche dati protetti dal diritto d’autore.

Sam Altman afferma che la sua compagnia ce la metterà tutta a conformarsi alle leggi europee, pur criticando la prima bozza in quanto sarebbe “una regolamentazione eccessiva, ma abbiamo sentito che verrà ritirata“. Lo stesso fondatore di OpenAI si è pubblicamente dichiarato ben disposto a regolare intelligenze artificiali come la loro, arrivando persino a definirle “rischiose come la bomba atomica“. Nel frattempo, se ChatGPT è riuscito a essere ammesso in Europa, Google Bard rimane ancora bloccato.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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