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OPPO chiude Zeku, ma Xiaomi pensa ancora al SoC proprietario

Xiaomi non è affatto abbattuta dal triste destino di Zeku, l’ormai fu divisione chip di OPPO che si è vista costretta a chiudere, un obiettivo tanto ambizioso quanto apparentemente necessario. Le crescenti tensioni fra USA e Cina stanno a loro modo modificando il profilo dell’industria dei semiconduttori, e Huawei ne è l’esempio cardine, un’azienda che ha fatto la sua fortuna grazie anche ai chip proprietari ma che si è vista costretta a tirare i remi in barca. La voglia di seguire la strada intrapresa tempo addietro da Apple è tanta, cioè crearsi una linea di semiconduttori propri da personalizzare a proprio piacimento, ma cozza con un periodo d’instabilità economica che ha portato OPPO all’estrema decisione: ma di quale parere è la dirigenza Xiaomi?

Xiaomi conferma di stare ancora lavorando al suo prossimo SoC proprietario

Incalzata dopo quanto accaduto a OPPO da investitori e analisti, il presidente Lu Weibing ha rilasciato dichiarazioni piuttosto nette: “Lo sviluppo dei chip gioca un ruolo cruciale nel core business di Xiaomi. Non si tratta se lo stiamo facendo o no: dobbiamo farlo“. In merito a OPPO, ha affermato che “è un vero peccato, (la chiusura di Zeku) mostra pienamente le difficoltà nel business dei chip e vorrei applaudirli per il loro coraggio e innovazione“. L’intenzione ufficiale è quella di investire nel lungo periodo e arricchire un catalogo chip che presenta alcune opzioni ma che non ha ancora fatto il vero salto di qualità, come fece Huawei con HiSilicon e i suoi chip Kirin.

Se si tolgono co-processori, come Surge G1 e Surge P1 per batteria e ricarica e Surge C1 per la fotocamera, per l’unico vero System-on-a-Chip targato Xiaomi bisogna tornare indietro al 2017 e allo Xiaomi Mi 5C, che floppò proprio a causa del Surge S1 e le sue estreme limitazioni. La compagnia ha “pagato un prezzo elevato e imparato dure lezioni” in quell’occasione, aggiungendo la necessità di “essere consapevoli degli sforzi a lungo termine, della complessità e della difficoltà dell’investimento nei chip“. In rete si è parlato a più riprese di come sarebbe stato il SoC di OPPO, un chip che avrebbe alimentato uno o più top di gamma di prossima generazione, e si è persino vociferato che Xiaomi e DJI stiano approfittando della chiusura per arruolare i talenti in fuga. E mentre la “cugina” OPPO fa dietro front, sembrerebbe invece che vivo voglia scommetterci.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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