Xiaomi

Xiaomi non guadagnerà dalla sua auto elettrica, ma è una tattica

Nel 2018, Lei Jun scosse il panorama tecnologico quando, durante l’evento di presentazione di Mi 6X, affermò che Xiaomi non guadagna nulla dalle vendite hardware dei suoi smartphone, e a quanto pare sarà così anche con la sua prima auto elettrica. Cosa che ribadì negli anni successivi, rimarcando come i profitti derivanti dal mercato hardware fossero “meno dell’1%“, inferiori persino rispetto al margine del 5% annunciato sul palco nel 2018.

Come per gli smartphone, Xiaomi terrà bassissimi i margini sulla sua auto elettrica

Crediti: MetaAuto

Affinché ciò sia possibile, è necessario che un produttori si sforzi quanto più possibile per contenere i costi di produzione senza andare a scapito della qualità e probabilmente mettendo in conto di stare in perdita per il periodo iniziale. Nel caso dell’auto elettrica di Xiaomi, il produttore si è visto coinvolto nella diatriba legale fra CATL e CALB, con la prima che aveva denunciato la seconda per violazione di proprietà intellettuale su alcuni suoi brevetti, obbligando Xiaomi a fornirsi solamente da CATL, leader mondiale nel mercato delle batterie per auto elettriche.

Il problema è che il parco batterie CATL costa circa 11.000 dollari, pari a quasi il 50% del costo dell’auto. Fortunatamente per Xiaomi, il tribunale cinese ha privato CATL dei suoi brevetti, permettendo così a CALB di tornare a vendere le sue batterie. Xiaomi ha quindi deciso di scegliere CALB come fornitore principale e CATL come secondario per le batterie della sua auto EV, con proporzioni che varieranno in base all’andamento delle vendite. A proposito di batterie, se vi steste chiedendo quanta autonomia offrirà l’auto Xiaomi c’è un articolo dedicato che ve lo svela.

Come accaduto con gli smartphone, il core business saranno software e servizi anche con le auto elettriche, secondo quanto trapelato da un insider di Xiaomi. Per cercare di scavalcare la competizione, lato hardware verrebbe mantenuto un margine dell’1%, il ché potrebbe significare auto più economiche della media ma con feature aggiuntive a pagamento. Non è una novità assoluta, e lo sanno bene i possessori di auto Tesla, che tramite l’app dedicata possono pagare per sbloccare opzioni come guida autonoma, parcheggi assistiti, prestazioni migliorate del motore e sedili riscaldabili. Un altro business basato sui servizi è quello di NIO e il suo abbonamento che permette di cancellare le tempistiche di ricarica.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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