Crediti: Jones Day
Oggi è il giorno in cui la Commissione Europa, tramite il proprio Digital Markets Act, dà via a una serie di novità che cambieranno per sempre il panorama digitale per come l’abbiamo conosciuto finora. L’obiettivo è quello di avere un mercato tech equo e accessibile, dove le grandi piattaforme siano meno libere di fare il bello e il cattivo tempo quando si parla di competitività, trasparenza e rispetto degli utenti. Per farlo, oggi sono stati ufficialmente designati quelli che sono reputati gatekeeper, i “guardiani dei cancelli” digitali oltre i quali adesso ci saranno più regole.
Per definire quali aziende siano effettivamente gatekeeper, la Commissione Europea ha stilato tre punti fondamentali: 1) avere una forte posizione economica e un significativo impatto sul mercato europeo, 2) avere un’ampia base di utenti e 3) avere una posizione radicata e duratura nel mercato. Sulla base delle analisi svolte dall’Europa, la lista si compone di 6 gatekeeper, cioè Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft. A essi sono correlati un totale di 22 servizi e piattaforme, definiti gateway, i quali dovranno sottostare alle regolamentazioni europee:
L’Europa ha invece deciso che servizi quali Gmail, Samsung Browser e Microsoft Outlook non sono configurabili come gateway. Allo stesso tempo, proseguono le indagini per capire se configurare o meno Apple iMessage, iPadOS; Microsoft Advertising, Bing ed Edge come tali.
A questo punto, i 6 gatekeeper designati hanno 6 mesi di tempo per adeguarsi alle normative previste dal Digital Markets Act, le quali prevedono interoperabilità fra piattaforme, maggiore trasparenza su dati e inserzioni. Ecco la lista completa:
Qualora una delle aziende coinvolte dovesse violare una di queste leggi, il Digital Markets Act prevede multe fino al 10% del fatturato annuo mondiale. Qualora l’infrazione venisse ripetuta le multe arrivano fino al 20% e fino al 5% del fatturato medio giornaliero per ogni giorno in cui l’infrazione viene commessa.
Di pari passo al Digital Markets Act va il Digital Services Act, altro pacchetto di leggi creato dalla Commissione Europea per ampliare la tutela dei propri cittadini nei confronti delle compagnie Big Tech. Ecco cosa cambierà:
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