I dati di mercato ci dicono che nel 2022 sono stati venduti 282 milioni di smartphone ricondizionati, cifre che nel 2026 dovrebbero salire a 415 milioni. Acquistarli è un modo per ridurre la quantità di rifiuti elettronici e il loro impatto ambientale, per un settore tecnologico che ogni anno contribuisce in maniera considerevole a inquinamento e spreco di risorse. Inoltre, la maggiore disponibilità di ricondizionati di buona qualità e il prezzo più conveniente rispetto ai prodotti nuovi (fino al -42,7% di valore a un anno dal lancio) sono forti ascendenti sulle preferenze dei consumatori: ma quali sono i brand che più si deprezzano?
È una domanda a cui spesso le analisi di settore danno risposta, come nel caso di quella recente svolta dal team SimpleGhar, che per farlo si è basato su 29 brand fra quelli principali e sulle inserzioni Amazon USA e UK, confrontando il prezzo fra modelli nuovi e ricondizionati, non solo per quanto riguarda gli smartphone ma anche oltre 1.000 prodotti fra i vari gadget tecnologici (tablet, smartwatch, cuffie, ecc.). Basandosi solo sul mercato statunitense e britannico non è una ricerca omni-comprensiva, ma è comunque utile per farsi un’idea sulle preferenze occidentali.
Un sondaggio in Regno Unito rivela che 2 adulti su 3 sono disposti a spendere per un prodotto costoso se sanno di poterlo rivendere facilmente senza che si deprezzi troppo. In generale, OnePlus è il brand che si deprezza di più, registrando un deprezzamento del -21,82% su base annuale. Sicuramente non hanno contribuito i vari problemi di display fallati che hanno afflitto i suoi smartphone, al punto da spingerli a offrire una garanzia a vita su questa tipologia di difetto.
In ambito smartphone, 4 su 10 dei telefoni che hanno perso maggiormente valore nello scorso anno sono di Samsung. Soprattutto nel caso di Galaxy S22, il peggiore della lista (-40%), seguito da modelli quali Galaxy A53, A13 ed S21+, ma la classifica comprende anche esponenti a marchio Google, OnePlus, Motorola ed LG.
Il deprezzamento non colpisce soltanto gli smartphone ma anche i tablet, per quanto il mercato dei ricondizionati sia meno rilevante a fronte di un minore riciclo d’acquisti. Il primo in classifica è il Surface Pro 7+ (-35,53%), ritenuto poco performante anche rispetto al Pro 7, per una Microsoft che, come Samsung, detiene la maggior parte della classifica con 5 modelli su 10.
Sia che si parli di smartphone che di tablet, Apple non compare mai in queste classifiche, e il motivo è sempre il solito, cioè la forza di un brand che cala meno nel tempo rispetto alla concorrenza, ma ciò non significa però che i prezzi non scendano per Apple. All’interno del suo ecosistema, iPhone 14 si è dimostrato il peggiore con un deprezzamento del -24,68%, e sarebbe dovuto alla percepita mancanza di innovazione per un prodotto comunque costoso e meno allettante rispetto ad altri modelli. È interessante notare che la serie Apple Watch è quella che cala di più nel mercato dei ricondizionati, mentre la serie iPad è quella che cala meno, specialmente nelle varianti Pro:
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