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Facebook, Instagram e TikTok a pagamento: il piano per l’Europa

Il mondo della internet economy sta cambiando, e il fatto che da tempo si parli di una versione a pagamento per piattaforme quali Facebook, Instagram e TikTok non fa che confermarlo. Il primo cambiamento in tal senso lo abbiamo avuto con l’introduzione della famigerata spunta blu a pagamento, ma sia Meta che ByteDance hanno in cantiere un grande cambiamento per i rispettivi servizi.

Meta e ByteDance preparano le versioni a pagamento di Facebook, Instagram e TikTok

Crediti: Android Authority

Nel caso di ByteDance, la stessa azienda ha apertamente confermato di star testando (su scala molto limitata) una versione di TikTok priva di pubblicità in cambio del pagamento di un abbonamento al prezzi di 4,99$ al mese. Le prime prove erano spuntate dal software dell’app, dentro cui erano state trovate stringhe di codice relative a questo cambiamento:

Stiamo testando il piano senza pubblicità con la community di TikTok.
Continuando, accetti i {%s} e riconosci di aver letto i nostri {%s} per sapere come raccogliamo, utilizziamo e condividiamo i dati.
Accetti anche la fornitura immediata dell'abbonamento senza pubblicità. Il prezzo include l'IVA.

Consentici di utilizzare i tuoi dati per mostrarti annunci pertinenti, il che aiuta a mantenere TikTok gratuito.
Puoi anche vedere come utilizziamo e proteggiamo i tuoi dati nel nostro %s

Nel caso di Meta, e quindi di Facebook e Instagram, non ci sono prove così tanto concrete. Tuttavia, si vocifera che la sua versione dell’abbonamento privo di inserzioni pubblicitarie avrebbe un prezzo di circa 10€ al mese da PC, a cui si aggiungerebbero circa 6€ per ogni account aggiuntivo collegato al dispositivo. Il prezzo salirebbe a circa 13€ al mese su smartphone, considerate le commissioni degli app store Google ed Apple.

Sia nel caso di ByteDance che di Meta, aggiungere la possibilità di abbonarsi per non vedere più le pubblicità nascerebbe dall’attività dell’Europa, che negli ultimi anni ha stretto la cinghia attorno all’operato di Big Tech. Lo stesso Digital Markets Act ha deciso che le due aziende sono gatekeeper, e in quanto tali adesso dovranno rispettare tutta una serie di regole che riguardano proprio privacy e dati degli utenti, fattori a rischio quando si parla di pubblicità sui social.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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