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Il paradosso di Netflix: aumentare i prezzi per spingere verso la pubblicità

Nonostante se ne sia ampiamente parlato in rete, lo sciopero di Hollywood non sembrerebbe aver scalfito le finanze di Netflix, che starebbe invece preparando il terreno ad altri aumenti di prezzo. Da quando ha bloccato la condivisione delle password e ha introdotto un piano pubblicitario, il colosso dello streaming sta registrando numeri più che positivi, i migliori dal periodo del lockdown. La chiave di questa crescita sarebbe proprio nelle pubblicità, che stanno contribuendo all’aumento degli incassi e che non a caso starebbe venendo adottata anche dalle rivali Disney+ e Prime Video.

Netflix vuole che gli utenti si abbonino al piano con pubblicità perché ci guadagna di più

Crediti: LSEG Data

I numeri parlano chiaro: Netflix sta incassando più dagli abbonamenti con pubblicità che da quelli senza, nonostante siano più costosi: 5,49€ al mese a fronte di 12,99€ o 17,99€ per non avere le inserzioni. E adesso che il piano Base da 7,99€ è stato rimosso, la compagnia statunitense si starebbe preparando ad aumentare il prezzo dei piani senza pubblicità. Che fossero in arrivo dei rincari era già nell’aria, ma in pochi si aspettavano che avrebbero colpito i piani tariffari più costosi.

La strategia di Netflix sarebbe quella di invogliare i propri abbonati o i nuovi clienti ad abbonarsi al piano pubblicitario proprio in virtù dei maggiori incassi. Questo significa che, per ogni utente abbonato al piano pubblicitario, Netflix incassa 5,49€ al mese e in più riceve altri 7,5€ o più al mese dagli inserzionisti, il ché giustificherebbe tale volontà. Secondo l’analista Ross Benes, “con queste tattiche, nel 2024 Netflix probabilmente raddoppierà il suo pubblico supportato dalla pubblicità“, per un Q3 2023 che dovrebbe chiudersi con 2,8 milioni di abbonati in più, incassi pubblicitari per 188,1 milioni di dollari e un aumento dei ricavi del 7,7% a 8,54 miliardi.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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