Se oggi una startup tecnologica vuole provare ad affacciarsi nel mercato dell’intelligenza artificiale, deve giocoforza rivolgersi a NVIDIA. È questa l’idea che si sono fatte le autorità dell’Europa, che ha dato via alle indagini per presunte pratiche anticoncorrenziali da parte del chipmaker statunitense. La Commissione europea sta raccogliendo pareri e informazioni su eventuali abusi da parte di NVIDIA all’interno dell’industria delle GPU per valutare se sarà necessario un intervento.
Allo stato attuale, NVIDIA detiene la maggior parte del mercato delle schede grafiche: di tutte le GPU vendute nel mondo, l’80% sono sue, mentre le uniche due rivali AMD e Intel devono rispettivamente accontentarsi del 17% e 2%. Di fatto un monopolio, al punto da convincere il garante francese FCA (French Competition Authority) a fare irruzione negli uffici di NVIDIA alle prime ore del mattino. La valutazione delle autorità della Francia è che l’operato di NVIDIA potrebbe danneggiare la competitività in settori quali modelli linguistici AI e cloud gaming.
Questa posizione di dominio ha permesso a NVIDIA di raggiungere una valutazione stratosferica, diventando l’unica realtà a cui possono rivolgersi compagnie AI. Per esempio ByteDance, che sta investendo miliardi allo scopo di usare le GPU NVIDIA per migliorare TikTok, ma l’esempio principale è quello di OpenAI e Microsoft. Una posizione scomoda per queste stesse aziende, che a causa degli elevati costi starebbero cercando di farsi i microchip da sole. Ma la nazione più svantaggiata dal monopolio di NVIDIA è senz’altro la Cina, anche se la rinascita di Huawei potrebbe aiutarla a rendersi più indipendente.
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