Crediti: Xiaomi
Una delle più grandi novità di Xiaomi 14 e 14 Pro si chiama Xiaomi HyperOS. Con i due nuovi top di gamma, la compagnia di Lei Jun ha dato via a una vera e propria ristrutturazione del suo sistema operativo, realizzato allo scopo di restituire agli utenti un’esperienza mai così rifinita in termini di prestazioni e comunicazione fra dispositivi dell’ecosistema.
Rispetto ad Android, il kernel di HyperOS è più rapido fino al +70,3% nella schedulazione delle attività più critiche sui terminali più performanti. Ciò è possibile grazie a una migliore valutazione del carico su componenti quali CPU, GPU, RAM e interfaccia I/O, distribuendo in maniera più efficace le operazioni su microchip, impianto connettivo, DSP e sensoristica.
Il risultato sono situazioni di utilizzo come quella in cui lo smartphone fa girare un gioco come Kings of Glory durante una chiamata vocale di 30 minuti, lasso di tempo in cui il frame rate rimane stabilmente alto senza andare in thermal throttling e con consumi di soli 4,78W. Le prestazioni di HyperOS consentono di migliorare l’interfaccia visiva, potendo utilizzare effetti di sfocatura multi-livello e la simulazione in tempo reale dei cambiamenti di luci, ombre e riflessi tipici del vetro.
La gestione più granulare della memoria consente il lancio consecutivo di 30 app in soli 64 secondi, e la degradazione delle prestazioni è praticamente pari allo 0: dopo 50 mesi, l’uso della memoria di HyperOS fa sì che le performance I/O calino soltanto dello -0,5% anziché del -76,4%. E anche sui dispositivi più modesti migliorano del +15% le performance di lettura e calano del -79% lo spazio occupato dagli aggiornamenti OTA e del -24% le tempistiche per installarli.
Oltre alle prestazioni, elemento cardine di HyperOS è Xiaomi HyperConnect: la stessa dinamicità nell’adattarsi alle prestazioni si riflette anche nella connettività fra dispositivi, mai così facilmente abbinabili e stabili. Per esempio, con il nuovo OS si registra un calo del -42% dei freeze in videochiamata sulla linea ad alta velocità Pechino-Shanghai, -20% di freeze in videochiamata WeChat, -39% di latenza nel gaming e +19% nell’ampiezza di banda Wi-Fi utilizzabile.
Fulcro di questa rinnovata interconnessione fra dispositivi è il Centro di Controllo dello smartphone, dove l’utente ha un apposita tile con i vari prodotti abbinati per un’interaione più rapido. Per esempio, una videoconferenza filmata dallo smartphone può essere simultaneamente trasmessa sullo schermo del tablet, la connessione 5G può automaticamente essere condivisa fra smartphone e PC, le notifiche possono apparire anche sullo schermo della smart TV per essere informati se sta arrivando la consegna a domicilio o il taxi che si sta attendendo, e così via.
Xiaomi HyperOS significa anche intelligenza artificiale, con l’azienda che applica NPU e il suo modello LLM nelle varie app di sistema: il risultato sono migliorie per l’assistente vocale XiaoAI, sottotitoli in tempo reale nei video, AI generativa per creare testo e foto con il proprio volto, riassumere un documento semplicemente fotografandolo, strumenti AI nelle app di disegno e ricerca più intelligente nella galleria fotografica.
Xiaomi HyperOS è stato realizzato con un’alta flessibilità verso le varie piattaforme hardware, con supporto a oltre 200 System-on-a-Chip (Qualcomm, MediaTek, Realtek, Telink, BES, ecc.) e a oltre 20 file system (exFAT, littlefs, yaffs); questo fa sì che siano supportate centinaia di categorie di prodotti, fra smartphone, tablet, notebook, wearable, domotica e accessori vari.
Per il momento, Xiaomi non ha rilasciato una roadmap particolarmente estesa, limitandosi a dire che sugli smartphone sarà disponibile su Xiaomi 14, 14 Pro e Redmi K60 Ultra, sul tablet Xiaomi Pad 6 Max, sullo smartwatch Xiaomi Watch S3, sulle smart TV S Pro 65/75/85, sullo speaker Xiaomi Sound e sulla videocamera Xiaomi Smart Camera 3 Pro. Attendiamo quindi maggiori informazioni al riguardo.
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