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Apple Vision Pro non è in vetro? La sorpresa nel test di resistenza

C’è chi si aspetterebbe che un prodotto come Apple Vision Pro, visore di realtà mista dal prezzo di partenza di ben 3.499$, abbia una solidità strutturale all’altezza del costo. D’altronde parliamo di un visore che non solo immerge l’indossatore in una realtà virtuale ma che è anche capace di filmare l’ambiente circostante e replicarlo alla vista, così come fonderlo a elementi virtuali. Ciò è reso possibile dalle videocamere presenti frontalmente: ma cosa succederebbe se queste si graffiassero?

I test di resistenza dimostrano di che pasta è fatto il visore Apple Vision Pro

A rispondere a questa domanda è come al solito JerryRigEverything, che è solito svolgere il suo classico test di resistenza su prodotti che difficilmente qualcuno si sentirebbe di poter maltrattare allo stesso modo. E la prima prova lascia con l’amaro in bocca: effettuando il canonico test sulla scala di Mohs, si scopre che il vetro bombato di Apple Vision Pro inizia a graffiarsi al livello 3 con solchi più profondi al livello 4. Per capirci, un qualsiasi smartphone inizia a graffiarsi al livello 6, con modelli come S24 Ultra che lo fanno al livello 7.

Il perché è presto detto: quello utilizzato da Apple è vetro laminato, un tipo di vetro simile a quello utilizzato nei parabrezza, dove viene inserito uno strato plastico intermedio per evitare lo spargimento di pezzi in caso di rottura. Apple ha deciso di posizionare esternamente la laminatura: non è chiaro il perché, ma probabilmente è da ricondurre alla volontà di assorbire le cadute e ridurre l’eventualità che il vetro si rompe. Tuttavia, questo significa che il visore si graffia più facilmente e ciò potrebbe diventare un problema per la cattura fotografica dell’ambiente circostante; fortunatamente, le fotocamere inferiori (quelle che captano i movimenti di mani e dita) sono invece protette da vetro.

E se il vetro si rompe, occhio al portafogli: sostituirlo costa ben 799$, costo che scende a 299$ se si possiede il piano AppleCare+. Fra l’altro, anche le lenti interne sono protette da plastica, pertanto bisogna prestare una certa attenzione nel pulirle, facendolo solo con panni in microfibra onde evitare di rovinarle permanentemente. Ben diverso è il discorso relativo alla scocca, realizzata in alluminio anodizzato unibody così come i pulsanti, rigida sufficientemente per passare a pieni voti il famigerato bend test.

Oltre al test di resistenza di JerryRigEverything, il canale YouTube AppleTrack ha svolto una serie di test in cui mettere alla prova la resistenza alle cadute di Apple Vision Pro. Prima di farlo cadere, egli fa notare come il Light Seal, cioè la parte su cui poggia il volto mentre si indossa il visore, sia attaccato magneticamente alla scocca non in maniera così potente; il risultato è che, impugnandolo dal Light Seal, quest’ultimo si stacca e rischia di far cadere il visore a terra, considerato anche il suo peso non poi così contenuto di 650 grammi.

Un altro test riguarda la collisione con l’ambiente circostante: grazie alla sensoristica presente, Vision Pro informa l’utente quando ci si trova troppo vicino a un muro o a un ostacolo. Il problema è che queste notifiche compaiono solamente quando ci si trova nella modalità di realtà virtuale e un po’ troppo in ritardo prima che avvenga l’eventuale urto.

Il vantaggio dell’utilizzo del vetro laminato lo ritroviamo nel suo test di collisione contro il muro: anche sbattendo il visore in maniera piuttosto decisa, si nota giusto qualche graffio ma nessuna crepa o frattura. Anche provando a effettuare una serie di drop test dall’altezza del volto, il vetro resiste in maniera considerevole; la parte più delicata sembra essere invece la banda laterale, quella che contiene gli speaker e che collega il visore alle fasce per indossarlo: alla prima caduta, lo speaker destro non funziona più e via via inizia a creparsi in seguito alle cadute.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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