Aggiornamento 27/04: in queste ore Snapdragon X Elite è tornato a mostrare i muscoli in video, ma questa volta per quanto riguarda il gaming. Trovate tutte le informazioni direttamente all’interno dell’articolo.
Lo Snapdragon Summit di fine anno si è concluso, e ha portato con sé non una ma due grosse novità: quella classica per gli smartphone, lo Snapdragon 8 Gen 3, e una più inaspettata, lo Snapdragon X Elite. Qualcomm ha fatto il grande balzo in avanti, presentando un System-on-a-Chip per PC che si prefigge l’obiettivo di slegarsi dall’egemonia di ARM in favore di una soluzione proprietaria. Le parole d’ordine sono due: prestazioni ed efficienza, per un microchip che si prospetta darà uno scossone al mercato informatico. In attesa di vederlo in azione, i primi benchmark della sua versione Reference Design ce ne danno un assaggio.
Prima di disquisire di numeri, le specifiche: lo Snapdragon X Elite è un SoC a 4 nm N4P prodotto da TSMC la cui forza sta nella CPU Oryon ARMv8.7, realizzata su core proprietari anziché targati ARM. È un processore tri-cluster 12-core (4+4+4) tutti settati per poter arrivare fino a 3,8 GHz, due dei quali in boost arrivano anche a 4,3 GHz. La scelta di Qualcomm è atipica, anche rispetto ai suoi SoC Snapdragon per smartphone, dove solitamente c’è un solo core ad alte prestazioni e gli altri sono incaricati di gestire le attività a medio/basso carico.
Potendo contare su una struttura proprietaria, Qualcomm è riuscita a creare una configurazione a suo modo unica, i cui consumi e conseguentemente il TDP varia fra 9W e 85W in base alla configurazione scelta dal produttore che lo utilizza. “I nostri core sono così efficienti che non abbiamo bisogno di usare core meno potenti“, ha dichiarato la dirigenza di Qualcomm. La CPU può anche contare su 42 MB di cache, di cui 12 MB L2 per ogni cluster e 6 MB per il passaggio dati con la GPU Adreno a 4,6 TFLOPs, per una banda passante totale di 136 GB/s, coadiuvata da NPU Hexagon a 45 TOPs (75 TOPs in combo con CPU e GPU) e memorie RAM LPDDR5X-533 fino a 64 GB.
Pubblicati dalla stessa Qualcomm, i benchmark si basano su due versioni del Reference Design dello Snapdragon X Elite: una versione A top di gamma con TDP a 80W, schermo QHD e batteria da 87 Wh e una versione B più modesta con TDP da 23W, schermo FHD e batteria da 58 Wh, utili per simulare due macchine con differenti scopi e target.
Sotto il profilo del processore, lo Snapdragon X Elite nella sua versione da 80W dimostra di saper tenere testa a un microchip estremamente potente qual è l’i9-13980HX di Intel, e anche se il punteggio è di poco superiore, Qualcomm sottolinea che viene raggiunto consumando il 70% in meno. Se confrontato con soluzioni avversarie come l’i7-13800H, il Ryzen 9 7940HS ma soprattutto l’Apple M2, è sempre il SoC Qualcomm ad avere la meglio, a volte anche nella versione dal TDP più basso, sia nei test GeekBench che Cinebench, con punteggi fino al +10%/+20% superiori sul thread singolo e fino al +50% su quello multiplo.
Parlando invece di grafica, Qualcomm non si è esposta granché sulla GPU Adreno dell’X Elite, pur avendo fornito benchmark GFXBench e 3DMark per dimostrare che, anche sotto questo aspetto, il suo SoC sia sul podio.
Chiudiamo con l’aspetto forse più importante di tutti, almeno per Qualcomm, ovvero quello legato all’intelligenza artificiale. I punteggi sul test UL Procyon AI parlano da soli: lo Snapdragon X Elite straccia totalmente Intel e AMD, con una NPU che offre prestazioni fino a 10 volte superiori per entrambe le versioni, a dimostrazione del fatto che anche chi comprerà macchine più modeste avrà il meglio dell’AI Qualcomm.
Prendendo per buoni i benchmark di Qualcomm, l’impressione è che lo Snapdragon X Elite sia a tutti gli effetti una piattaforma hardware che dà grosse soddisfazioni e che non potrà che aumentare la competitività del mercato. Allo stesso tempo, ci vorranno mesi prima di assistere al debutto dei primi PC basati su X Elite, lasso di tempo in cui AMD, Intel ed Apple non staranno a guardare, perciò sarà interessante vedere gli stessi confronti con i SoC che saranno disponibili al momento dell’effettivo arrivo sul mercato.
A distanza di circa 4 mesi dalla presentazione ufficiale con tanto di benchmark messi in bella mostra da Qualcomm, il nuovo Snapdragon X Elite torna a mostrare i muscoli in su Geekbench, seppur con risultati leggermente più bassi. Il nuovo chipset, infatti, ha visitato la piattaforma di benchmarking a bordo di un non meglio specificato dispositivo equipaggiato con Windows 11 (Insider Preview) e 32 GB di RAM: i risultati, rispetto a quelli condivisi in fase di presentazione, però, sono leggermente più bassi.
Snapdragon X Elite ha fatto registrare un punteggio di 2574 nel test single-core e 12562 in quello multi-core, leggermente inferiore ai precedenti “benchmark ufficiali” pubblicati da Qualcomm (2.940 single-core, 15.130 multi-core). Si tratta comunque di un processore davvero potentissimo, non aiutato probabilmente (per il momento), da una versione di Windows per ARM ancora in sviluppo.
Snapdragon X Elite non sarà potente solo nei calcoli sintetici e nella gestione dell’intelligenza artificiale, ma a quanto pare offrirà anche un’ottima soluzione per il gaming su ARM. In un filmato emerso su Twitter/X, infatti, si vede il nuovo chipset di Qualcomm eseguire senza grandi problemi un gioco sviluppato per Windows, tramite emulazione x64.
Il titolo in questione è Baldur’s Gate 3, uno dei più recenti ed acclamati videogiochi arrivati sulla piattaforma PC negli ultimi mesi, e le prestazioni non sono affatto male: la risoluzione è il Full HD (1080p) e gli FPS sono 30 completamente stabili. Un ottimo risultato con il titolo che risulta perfettamente giocabile.
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