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Apple Vision Pro: il visore economico avrà due grossi limiti

Aggiornamento 01/07: continuano le indiscrezioni sulle modifiche pensate da Apple per il suo prossimo visore, le trovate nell’articolo.

Quando a parlare della mela è Mark Gurman, insider di Bloomberg, tutti ascoltano, specialmente quando il soggetto è il modello economico di Apple Vision Pro. Quando è stato lanciato, il visore computer spaziale ha suscitato grande interesse, visto che Apple lo presentò come la sua next big thing, ma la verità è un’altra. Le vendite stanno andando a rilento, ma si fa notare come anche altri prodotti iconici abbiano impiegato anni per imporsi come tali. Apple Watch, che al lancio sembrava fosse solo un gadget trendy, per non parlare di iPhone: il primo costava tanto e non aveva connettività 3G e App Store, feature che vennero aggiunte un anno dopo con iPhone 3G.

Apple sta pensando a come limare i costi per il modello economico del visore Vision Pro

Oggi Apple Vision Pro è troppo costoso, ingombrante, pesante e non ha una vera killer app. Per questo, il team Vision Products Group di Apple starebbe rivalutando la sua roadmap, concentrandosi su un visore più economico in un ottica futura in cui, così come tutti gli altri prodotti Apple, anche i suoi visori saranno disponibili in più versioni per ogni fascia di prezzo.

Con nome in codice N107, la versione meno premium di Apple Vision Pro sarebbe prevista per fine 2025. L’obiettivo di prezzo sarebbe attorno ai 1.500$/2.000$, per un dispositivo che rimarrebbe comunque tre volte più costoso del diretto rivale Meta Quest. Non sarà facile ridurre i costi senza compiere sacrifici che ne farebbero calare l’appeal: finora si è parlato di eliminare il display esterno EyeSight per mostrare lo sguardo a chi guarda da fuori, ma anche utilizzare chip meno potenti, campo visivo ristretto e qualità inferiore per le fotocamere che catturano e mostrano l’ambiente circostante a chi lo indossa.

Più recentemente, un altro report si è concentrato su un altro elemento, ovvero il prendere in esame l’utilizzo di pannelli OLED-on-Silicon (OLEDoS) più grandi ma meno risoluti. La richiesta inviata a Samsung Display ed LG Display riguarderebbe pannelli da 2,0″/2,1″ con densità di 1.700 PPI, più grandi di quelli wOLED+CF di Sony da 1,42″ di Vision Pro che però hanno densità di 3.386 PPI.

Il “trucco” potrebbe essere quello di far diventare il visore una categoria multi-prodotto, cioè un oggetto che per funzionare al meglio necessita di essere abbinato ad altro, in pieno stile Apple. Secondo Mark Gurman, un Apple Vision Pro più economico potrebbe richiede di essere collegato ad iPhone o Mac per funzionare, spostando il calcolo di potenza dal visore allo smartphone o al computer con evidenti risparmi progettuali. Non solo: sfruttare la loro potenza esterna potrebbe permettere di realizzare un visore più sottile e leggero.

È innegabile che un visore cablato a un terminale esterno sarebbe un passo indietro per una Apple che da anni spinge per il concetto di wireless. La compagnia potrebbe però aver valutato che chi usa Vision Pro lo fa sempre in compagnia di iPhone e Mac, pertanto potrebbe essere un compromesso facilmente digeribile per il consumatore.

Sappiamo che Apple ha abbandonato il progetto automobilistico per evitare di bruciare altri miliardi, mentre continua a spendere centinaia di milioni di dollari ogni anni nei visori, fra assunzioni continue e investimenti tecnologici. In quel di Cupertino proseguirebbero i lavori anche su Apple Vision Pro 2 (N109), che si vocifera sarebbe dotato di un processore più veloce e fotocamere esterne migliorate, oltre che più leggero e comodo da indossare. Arriverebbe più tardi, però, slittando da 2025 a fine 2026, e all’orizzonte ci sarebbero anche i primi occhiali AR di Apple.

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Michele Perrone

Appassionato dell'universo tecnologico, con una particolare inclinazione per le dinamiche di mercato e come queste si riflettono sul panorama socio/politico. Tecnologia a parte, ad appassionarmi è il mondo LEGO, cioè la destinazione di buona parte dei miei stipendi.

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