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Apple cambia ancora le regole dell’App Store: maggiore libertà per le terze parti

Nella continua ricerca di una quadra che possa accontentare l’Europa ed essere in regola con il DMA, Apple ha annunciato nuovi cambiamenti per l’App Store che (almeno in teoria) dovrebbero concedere maggiore libertà agli sviluppatori che decidono di utilizzare metodi di pagamento alternativi oppure che aprono uno store di terze parti. Cambiano anche le tariffe per le commissioni, che purtroppo sembra diventare ancora più confusionarie e destinate a generare ulteriore clamore.

Gli sviluppatori potranno finalmente indirizzare gli utenti verso gli store di terze parti

Crediti: Apple

A partire da oggi, gli sviluppatori europei potranno aggiornare le proprie app per comunicare e promuovere offerte per gli acquisti disponibili tramite siti web, marketplace di app alternativi oppure altre app. Sarà infatti possibile inserire link all’interno delle app che rimandino ad un sistema di acquisto esterno, magari più vantaggioso per gli utenti, fornendo informazioni dettagliate su come proseguire con l’acquisto, pagando però la commissione. Per usufruire di queste nuove regole, gli sviluppatori dovranno accentare il nuovo Addendum ai termini della Core Technology Fee. Gli sviluppatori, inoltre, potranno decidere a quale condizione commerciale aderire:

  • Nuove condizioni commerciali – Include l’utilizzo di metodi di pagamento alternativi nell’App Store o la distribuzione al di fuori dell’App Store – Commissione di acquisizione iniziale del 5% e commissione per i servizi dello store dal 5% al ​​10% a seconda delle dimensioni dell’app, più la commissione per la tecnologia di base. Il totale è una commissione dal 10% al 15%, insieme al CTF, sebbene Apple stimi che il 99% degli sviluppatori non sarà idoneo a pagare il CTF. C’è anche una commissione di elaborazione dei pagamenti del 3% quando si utilizzano le opzioni di pagamento dell’App Store.
  • Termini commerciali standard : commissione di acquisizione iniziale del 5% e commissione per i servizi del negozio dal 7% al 20% a seconda delle dimensioni dell’app. Il totale è una commissione dal 12% al 27%.

Queste nuove commissioni sembrano essere destinate a generare nuove polemiche, in attesa che l’Europa si pronunci in via definitiva sulla possibilità che Apple abbia o meno violato il DMA.

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Roberto Branni

Tuttofare amante dei videogiochi e della tecnologia. Scrivo sul web da quando avevo 15 anni e dopo una lunga gavetta sono approdato su queste pagine. Tendenzialmente ho sempre ragione, ma non lo faccio pesare. Resto umile.

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