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Epic e Spotify contro le nuove tasse di Apple: “sono illegali e volutamente confusionarie”

Nei giorni scorsi è arrivato l’ennesima modifica alle commissioni dell’App Store da parte di Apple, che sta cercando in tutti i modi di uniformarsi al DMA senza però perdere introiti derivanti dal proprio ecosistema. Ad ogni cambiamento ci sono state polemiche e anche questa volta i principali “antagonisti” della compagnia statunitense si sono scagliati durante contro quelle che vengono definite delle commissioni “illegali e volutamente confusionarie“. Ovviamente stiamo parlando di Epic Games e Spotify, che da sempre conduco una battaglia per gli app store alternativi sull’ecosistema di Apple.

L’eterna guerra dell’App Store: Epic e Spotify criticano duramente Apple, ancora una volta

Crediti: Epic Games

Nonostante le nuove regole concedano agli sviluppatori di creare dei collegamenti all’interno delle loro app che permettano di effettuare abbonamenti e acquisti in-app a prezzo scontato sul sito dello sviluppatore, sembra proprio che le nuove commissioni non siano state particolarmente apprezzate da Epic Games e Spotify.

Nell’Unione Europea, dove la nuova legge DMA apre la concorrenza tra app store, Apple continua a conformarsi in modo fraudolento imponendo una nuova commissione illegale del 15% sui contenuti indesiderati agli utenti che migrano verso store concorrenti e monitorando il commercio su questi ultimi” ha dichiarato Tim Sweeney con un post su Twitter/X.

Spotify, invece, ha commentato l’ennessimo cambiamento delle regole dell’App Store con una nota stampa, che recita: “Stiamo attualmente valutando la proposta deliberatamente confusa di Apple. A prima vista, chiedendo una commissione fino al 25% per le comunicazioni di base con gli utenti, Apple ignora ancora una volta sfacciatamente i requisiti fondamentali del Digital Markets Act (DMA). La Commissione europea ha chiarito che imporre commissioni ricorrenti su elementi di base come prezzi e collegamenti è inaccettabile. Invitiamo la Commissione ad accelerare le indagini, a implementare multe giornaliere e a far rispettare il DMA“.

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Roberto Branni

Tuttofare amante dei videogiochi e della tecnologia. Scrivo sul web da quando avevo 15 anni e dopo una lunga gavetta sono approdato su queste pagine. Tendenzialmente ho sempre ragione, ma non lo faccio pesare. Resto umile.

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