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Pixel 9 Pro XL mette a rischio la privacy? Arriva la risposta di Google

Aggiornamento 11/10: Google ha risposto con un comunicato ufficiale alla ricerca che mostrava come Pixel 9 inviasse fin troppi dati ai server della compagnia. Trovate tutte le informazioni all’interno dell’articolo.

La privacy è uno degli argomenti più dibattuti nel mondo hi-tech e quando si tratta di smartphone il discorso torna sempre in primo piano. Questa volta è toccato al nuovo top di gamma Pixel 9 Pro XL, dispositivo che, dopo alcuni test effettuati, sembrerebbe inviare quantità eccessive di dati personali degli utenti ai server di Google, azienda produttrice del terminale.

Google Pixel 9 Pro XL è un pericolo per la privacy degli utenti? Ogni 15 minuti invia dati sensibili ai server

Crediti: Cybernews

Il flagship di Mountain View è finito sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori di Cybernews. Dopo un’attenta analisi ed alcuni test, questi hanno affermato di aver trovato potenziali problemi di privacy. Pixel 9 Pro XL (che abbiamo recensito qui) infatti invierebbe pacchetti di dati sensibili ai server di Google ogni 15 minuti, tra cui anche posizione geografica, indirizzo e-mail, numero di telefono, stato della rete e altre informazioni private.

I test condotti inoltre avrebbero svelato che lo smartphone comunicherebbe anche i servizi di gestione del dispositivo e i dati biometrici. Un esempio è rappresentato dalla comunicazione dei dati raccolti dalla funzione Face Grouping di Google Photos anche senza che l’utente interagisca con l’app. In più sono emerse tracce di strumenti dedicati alla gestione remota utili per apportare delle modifiche senza alcun consenso da parte degli utenti. Il telefono tenta infatti periodicamente di scaricare ed eseguire nuovi codici, aspetto che lascerebbe dunque spazio a rischi per la sicurezza.

Crediti: Cybernews

Analizzando poi l’app Calcolatrice di Pixel 9 Pro XL, i ricercatori hanno notato che la cronologia dei calcoli elaborati può essere consultata, ad applicazione chiusa, tramite un widget (non attivo di default), anche se in questo caso il rischio è minore. Tutti questi aspetti lasciano quindi che il sospetto aleggi tra gli utenti che hanno deciso di acquistare il nuovo top di gamma di Google anche se per il momento non sono stati registrati eventi particolarmente dannosi; nessun dato infatti sarebbe stato trasmesso a terze parti. Potrebbe pertanto trattarsi di un’attività consueta da parte dell’azienda.

Aggiornamento 11/10: i dati sono stati interpretati male, secondo Google

Crediti: Google

La ricerca di Cybernews sembra aver particolarmente indispettito Google, che ha risposto con un comunicato dove spiega come i dati siano stati interpretati in modo errato e che le informazioni trasmesse siano necessarie per il funzionamento dei servizi. Di seguito il comunicato completo.

La sicurezza e la privacy degli utenti sono le massime priorità per Pixel. Gli utenti possono gestire la condivisione dei dati, le autorizzazioni delle app e altro ancora durante la configurazione del dispositivo e nelle impostazioni. Questo report non contiene il contesto cruciale, interpreta male i dettagli tecnici e non spiega completamente che le trasmissioni di dati sono necessarie per servizi legittimi su tutti i dispositivi mobili, indipendentemente dal produttore, dal modello o dal sistema operativo, come aggiornamenti software, funzionalità on-demand ed esperienze personalizzate” ha dichiarato Google con una nota per la stampa.

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Luca Ceraso

Appassionato della tecnologia in tutte le sue declinazioni, gizchiniano doc, geek dalla nascita. Spera in un mondo sempre più smart ed interconnesso pur mantenendo valori sociali e morali.

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