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Il vostro iPhone si riavvia da solo? Potrebbe essere una nuova “insuperabile” misura di sicurezza

Nelle ultime settimane negli Stati Uniti la polizia potrebbe inavvertitamente aver scoperto una nuova funzione di sicurezza per gli iPhone introdotta con iOS 18. Gli agenti di polizia, infatti, avrebbero notato dei riavvii improvvisi degli smartphone di Apple oggetti di furto e sequestri, che costringerebbero le forze dell’ordine ad eseguire nuovamente i metodi di sblocco per accedere ai contenuti. Se questa nuova funzionalità crea non pochi problemi alla polizia, potrebbe essere l’ennesima ancora di salvezza per la privacy degli utenti.

iOS 18 ha introdotto una nuova funzione di sicurezza per gli iPhone rubati

Crediti: Apple

A quanto pare, con iOS 18, Apple ha implementato sugli iPhone una nuova funzione di “riavvio per inattività“, che verrebbe attivata automaticamente dopo 3 giorni dall’ultimo utilizzo dello smartphone. Dopo il riavvio, infatti, il dispositivo entra in una fase di BFU (Before-First-Unlock) che richiede l’inserimento del PIN, prima di poter utilizzare qualsiasi altro metodo di sblocco e limitando i dati a cui è possibile accedere.

In questo modo, anche in caso di iPhone rubato o sequestrato, gli utenti potrebbero mantenere i propri dati al sicuro dopo 3 giorni di inutilizzo da parte dei malintenzionati (o in questo sfortunato caso, della polizia). Nel filmato qui sotto, grazie ad un timelapse realizzato dal ricercatore Jiska Classen, è possibile vedere la funzione in azione e il particolare riavvio per inattività.

Il ricercatore Jiska Classen, inoltre, ha analizzato a fondo questa nuova funzionalità, che sembra essere praticamente “insuperabile”: effettuando una qualsiasi modifica per bypassare il codice della funzione Inactivity Reboot, infatti, il sistema operativo risponderà con un kernel panic che impedirà il corretto avvio di iPhone, nonché l’accesso ai contenuti.

Per Apple, a quanto pare, la sicurezza dell’utente risulta essere sempre in primo piano, anche a discapito delle necessità delle forze dell’ordine. Questa mossa, infatti, sembra essere una misura contro i tanti strumenti di hacking nati negli ultimi mesi, tra cui si distingue Cellebrite per la sua particolare velocità di cracking dei dispositivi.

Ultimo aggiornamento: 19 novembre

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Roberto Branni

Tuttofare amante dei videogiochi e della tecnologia. Scrivo sul web da quando avevo 15 anni e dopo una lunga gavetta sono approdato su queste pagine. Tendenzialmente ho sempre ragione, ma non lo faccio pesare. Resto umile.

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