In queste settimane è finalmente arrivata in Italia e in Europa Meta AI su WhatsApp, Instagram e Facebook, ma non tutti sembrano essere contenti della novità. L’intelligenza artificiale sviluppata da Mark Zuckergberg, infatti, sembra essere poco utile nelle condizioni attuali e l’onnipresenza dell’icona nell’interfaccia sembra infastidire molto chi di AI non vuole proprio sentir parlare. Per non arrecare fastidio a nessuno, basterebbe poter disattivare questa integrazione, ma attualmente Meta non propone questa opzione, motivo per il quale l’Unione Europea potrebbe presto aprire un’indagine.
Meta AI non può essere disattivata in WhatsApp e questo non piace a nessuno

Con l’arrivo di Meta AI in Europa sono immediatamente partite le segnalazioni degli utenti che lamentano l’impossibilità di disattivare il servizio. L’icona del chatbot, infatti, non può essere nascosta e l’intelligenza artificiale rimane attiva anche se l’utente non vuole. Questa situazione non è stata ben digerita dall’Unione Europea, che nella figura di Veronica Cifrova Ostrinhonova ha annunciato il possibile inizio di una indagine.
Per ottenere risposte chiare e dettagliate, ho presentato oggi un’interrogazione scritta alla Commissione
Veronika Cifrova Ostrihonova
L’interrogazione indetta dalla Parlamentare, quindi, potrebbe portare effettivamente ad un’indagine sulla questione. Meta potrebbe incorrere in una multa se l’Unione Europea determinasse che deve essere possibile disattivare determinati servizi per l’intelligenza artificiale.
Anche il Codacons, l’associazione italiana per la tutela dei diritti di utenti e consumatori, ha diffidato Meta dopo l’introduzione dell’AI all’interno di WhatsApp, presentando un esposto all’antitrust e al garante della privacy. L’associazione imputa alla compagnia statunitense di non aver informato gli utenti dell’arrivo di questa nuova funzione e dell’impossibilità di disattivare l’intelligenza artificiale.
“La condotta posta in essere da Meta Platforms nella gestione dell’integrazione forzata di Meta AI all’interno dell’app WhatsApp apparirebbe lesiva di una pluralità di disposizioni normative europee e nazionali. In primo luogo, si configurerebbe una violazione dell’articolo 5 del Regolamento UE 2016/679 – GDPR, recante Principi applicabili al trattamento di dati personali, il quale impone che ogni trattamento di dati personali sia improntato ai principi di liceità, correttezza, trasparenza, limitazione delle finalità e minimizzazione dei dati” si legge nel comunicato pubblicato dal Codacons.
La strada più semplice da percorrere, probabilmente, sarebbe quella proprio di offrire una scelta agli utenti: chi vuole utilizzare Meta AI potrà tenerla attiva, mentre chi non vorrà potrà disattivarla. Speriamo solo che possa prevalere il buon senso.
Ultimo aggiornamento: 13 maggio
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