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Apple sconfitta in tribunale: Epic e Spotify festeggiano, ma c’è un nuovo ricorso

La battaglia legale tra Epic Games ed Apple continua a riservare sorprese, con un giudice federale che in questi giorni ha ordinato alla compagnia di Cupertino di modificare le regole dell’App Store per consentire una maggiore competitività sui prezzi e maggiore guadagno per gli sviluppatori. Attualmente, infatti, Apple guadagna una commissione del 30% su ogni acquisto in-app effettuato su iPhone e iPad, ma da oggi gli sviluppatori potranno finalmente utilizzare servizi esterni per il pagamento evitando la tassa.

Fortnite torna su iPhone anche negli USA, mentre Spotify lancia il pagamento degli abbonamenti dal web

Crediti: Apple

La notizia è stata accolta con grande positività dagli sviluppatori, in particolar modo da Epic Games e Spotify: la compagnia guidata da Tim Sweeney ha annunciato che grazie a queste nuove regole Fortnite potrà tornare su iPhone anche negli Stati Uniti dopo un’assenza di diversi anni, mentre il servizio di streaming musicale ha da subito colto l’occasione per pubblicare l’aggiornamento dell’app che porta l’acquisto degli abbonamenti sul web, evitando le tasse di Apple.

Le nuove regole dell’App Store, infatti, permettono agli sviluppatori di inserire menzioni, collegamenti, link e pulsanti per l’acquisto verso siti esterni, che potranno avere anche prezzi più bassi rispetto a quelli applicati al marketplace. Questo cambiamento era stato già applicato in Europa, ma la decisione del giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha segnato un passaggio decisivo per quello che probabilmente molto presto sarà un cambiamento globale per la compagnia di Cupertino.

Apple, tuttavia, ha già fatto ricorso per la decisione del giudice: il team guidato da Tim Cook, infatti, è in profondo disaccordo con l’esito della causa e proverà a far valere nuovamente le proprie ragioni in tribunale. Il tribunale, tuttavia, ha subito rigettato la richiesta della compagnia di Cupertino, che non potrà quindi mettere in pausa il provvedimento. I seguenti cambiamenti per l’App Store, quindi sono destinati a rimanere.

  • Divieto di addebitare commissioni per gli acquisti effettuati tramite link a metodi di pagamento esterni.
  • Divieto di impostare condizioni per lo stile, il posizionamento o la lingua di tali link nelle app iOS.

La reazione di Apple non è tardata ad arrivare, con una dichiarazione che ricorda molto quelle sentite e risentite in tribunale negli ultimi mesi: “Siamo delusi dalla decisione di non sospendere l’ordinanza del tribunale distrettuale e continueremo a sostenere la nostra causa durante il processo di appello. Il nostro obiettivo è garantire che l’App Store rimanga un’incredibile opportunità per gli sviluppatori e un’esperienza sicura e affidabile per i nostri utenti” ha dichiarato la portavoce Olivia Dalton.

La compagnia di Cupertino, inoltre, sembra non essersi minimamente rassegnata all’idea di perdere contro Epic Games, tanto da ricorrere nuovamente in appello contro la sentenza, affermando che l’ordinanza di fatto riscriverebbe le regole e la punisce per condotte non illegali ai sensi della legge californiana sulla concorrenza sleale (UCL). Per tanto, Apple chiede che:

  • Annullamento del nuovo provvedimento che vieta tutte le commissioni sugli acquisti esterni
  • Eliminazione delle cinque restrizioni aggiuntive sulla gestione (ad esempio, il design dei pulsanti, i modelli di divulgazione e dove i link esterni possono apparire nell’app)
  • Ribaltamento della sentenza di oltraggio alla corte
  • La cessazione di tutti i provvedimenti ingiuntivi basati sul nuovo precedente della California (un’argomentazione che il giudice ha respinto in passato)
  • Riassegnare il caso a un nuovo giudice se il caso torna al tribunale distrettuale

Ultimo aggiornamento: 25 giugno

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Roberto Branni

Tuttofare amante dei videogiochi e della tecnologia. Scrivo sul web da quando avevo 15 anni e dopo una lunga gavetta sono approdato su queste pagine. Tendenzialmente ho sempre ragione, ma non lo faccio pesare. Resto umile.

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