Crediti: Canva
Quello della sicurezza nazionale ed internazionale è sicuramente un argomento sempre molto spinoso, ma in alcuni casi le richieste dei governi alle grandi aziende tech riescono davvero a far scalpore. Nelle ultime settimane, per esempio, il governo del Regno Unito avrebbe ordinato ad Apple l’apertura di una backdoor all’interno di iCloud, al fine ultimo di avere accesso incondizionato a tutti i backup effettuati dagli utenti in tutto il mondo.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, lo scorso mese un ordine segreto (ma a quanto pare non troppo) del governo del Regno Unito avrebbe ordinato alla compagnia di Cupertino la creazione di una backdoor nel servizio di backup di iCloud, per avere accesso ai backup criptati creati dai dispositivi Apple di tutto il mondo, e senza che gli utenti possano essere avvisati della violazione della loro privacy.
I backup di Apple non sono criptati in modo predefinito, ma l’opzione viene offerta grazie all’Advanced Data Protection del 2022, che permette agli utenti di crittografare i propri backup in modo che neanche la compagnia stessa possa avervi accesso. La risposta di Apple, infatti, è stata quella di smettere di offrire questo servizio nel Regno Unito e fornendo l’accesso richiesto, ma salvaguardando il resto degli utenti in tutto il mondo.
Dalla fine di febbraio 2025, infatti, nel Regno Unito i servizi di iCloud non saranno più crittografati e protetti, proprio come richiesto dall’attuale governo. La protezione standard adesso è applicata ai seguenti servizi:
La crittografia, invece, è ancora applicata a servizi come Password e Portachiavi, dati dell’app Salute, dati del Diario, dati dell’app Casa, Messaggi in iCloud, informazioni sui pagamenti e transazioni tramite Apple Card, Mappe e Safari.
Apple, come ampiamente pronosticato, ha annunciato il ricorso (che avverrà nella giornata del 14 marzo) contro l’ordine dell’apertura di una backdoor nei servizi di backup di iCloud da parte del Regno Unito. Il reclamo presentato all’Investigatory Powers Tribunal potrebbe annullare l’ordinanza del governo britannico, che ha richiesto anche che la causa venga tenuta privata per motivi di sicurezza nazionale. L’IPT, tuttavia, ha declinato la richiesta del governo e quindi le udienze saranno pubbliche. Al momento, tuttavia, non ci sono ancora le date per il dibattimento.
La pressione del governo statunitense, tuttavia, potrebbe convincere il Regno Unito a quello che sarebbe un clamoroso dietrofront. In una intervista con il Financial Times, infatti, un ufficiale del governo britannico ha dichiarato: “Questo è un problema che infastidisce molto il vicepresidente e che deve essere risolto. Il Ministero dell’Interno dovrà sostanzialmente fare marcia indietro. Questo è un problema che infastidisce molto il vicepresidente e che deve essere risolto. Il Ministero dell’Interno dovrà sostanzialmente fare marcia indietro“.
Apple, quindi, potrebbe non essere costretta ad aprire una backdoor nei propri sistemi per il governo del Regno Unito, anche senza l’intervento di un giudice.
Ultimo aggiornamento: 21 luglio
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