Nel futuro di Xiaomi c’è il lancio delle sue auto elettriche in Europa: questo è chiaro ormai da mesi, eppure fa sempre piacere ricevere nuove conferme. Stavolta a mettere i puntini sulle i ci pensa il presidente Lu Weibing, presidente del colosso tecnologico cinese.
Xiaomi Auto in Europa nel 2027: ancora una conferma per il futuro dei veicoli elettrici del brand

Nel corso di una conference call tenutasi nelle scorse ore, il presidente del gruppo Xiaomi ha snocciolato un po’ di dati relativi al successo della divisione Auto. Il secondo trimestre dell’anno si è concluso con un record storico per la compagnia: 116 miliardi di yuan di fatturato (oltre 13 miliardi di euro), con un aumento del 30,5% su base annua.
Inoltre l’azienda ha distribuito la bellezza di 81.302 auto nello stesso periodo, quasi il triplo rispetto al secondo trimestre dello scorso anno. Insomma la crescita di Xiaomi Auto (la divisione automobilistica del brand) è innegabile, con un aumento del fatturato del 233,9% su base annua e una riduzione drastica delle perdite operative (circa 300 milioni di yuan, intorno ai 35 milioni di euro).
Tra tanti numeri è arrivata la conferma direttamente da Lu Weibing: il lancio di Xiaomi Auto in Europa resta fissato per il 2027, come sottolineato anche in un’altra occasione dalla stessa compagnia. In realtà le prime partnership per uscire dalla Cina sarebbero già in atto, ma resta comunque un processo lungo che va ponderato accuratamente.
Tornando al resoconto di Lu Weibing, il settore degli smartphone si conferma un pilastro fondamentale per il business di Xiaomi (con un fatturato di 45,52 miliardi di yuan e oltre 42 milioni di unità spedite nel Q2 2025). La spesa in ricerca e sviluppo è aumentata del 41,2% su base annua: si tratta di un’altra divisione chiave per il brand, specialmente dopo le soddisfazioni di Xiaomi XRING O1 (c’è già un successore in vista).
Per concludere, anche il fatturato legato al settore degli elettrodomestici è aumentato (del 66,2% su base annua) e il presidente di Xiaomi sottolinea di non essere interessato ad una guerra dei prezzi al ribasso.








