Crediti: Apple
Se la vostra rete Wi-Fi domestica soffre di improvvisi picchi di latenza (jitter) e ritardi inspiegabili, la colpa potrebbe non essere del vostro router o del provider Internet, ma dei vostri stessi dispositivi Apple.
È quanto emerso da una ricerca presentata da Christoff Visser, un ingegnere di rete presso l’IIJ – Research Lab in Giappone, durante la recente conferenza RIPE 91, l’evento semestrale dedicato all’internetworking organizzato dal RIPE NCC.
Il dito è puntato contro l’Apple Wireless Direct Link (AWDL), la tecnologia proprietaria di Cupertino che alimenta funzioni peer-to-peer estremamente popolari come AirDrop, Sidecar (l’uso di un iPad come monitor esterno per un Mac) e il mirroring dello schermo.
Secondo Visser, questa tecnologia, pur offrendo grande comodità, impone scelte tecniche che possono degradare attivamente le prestazioni della rete Wi-Fi, specialmente per gli utenti che cercano di ottimizzare la propria connessione.
Nel suo intervento, intitolato “Apple Wireless Direct Link: Apple’s Network Magic or Misery” (magia o miseria della rete Apple), Visser ha spiegato di aver iniziato la sua indagine dopo aver notato uno “strano e ritmico stuttering” mentre trasmetteva audio in streaming dal suo nuovo iPad.
Sospettando un problema di rete, ha utilizzato strumenti di test come Moonlight e lo specifico tool di Steam. I risultati sono stati sorprendenti per una rete locale interna, teoricamente stabile e non congestionata: la latenza oscillava regolarmente tra 3 e 90 millisecondi, e un altro test mostrava una latenza base di 20 ms con una varianza di ben 25 ms.
Ulteriori test, inclusi semplici comandi di ping, hanno confermato il comportamento anomalo su diversi dispositivi.
Approfondendo l’analisi, Visser ha scoperto che il protocollo AWDL è costantemente in ascolto per richieste da altri dispositivi Apple, ad esempio per ricevere un file tramite AirDrop. Il problema cruciale, ha rivelato il ricercatore, è che AWDL ha una preferenza marcata per canali Wi-Fi specifici, che ha definito “sociali”: il canale 6 per le reti a 2,4 GHz e i canali 44 e 149 per quelle a 5 GHz.
Qui sorge il conflitto. Gli ingegneri di rete, e molti utenti esperti, configurano deliberatamente le proprie reti Wi-Fi utilizzando canali “vuoti” o meno congestionati per ottenere le migliori prestazioni possibili ed evitare interferenze con i vicini.
Visser stesso, da ingegnere, aveva adottato questa best practice. “È un grosso errore“, ha dichiarato amaramente durante la conferenza. “Quello che succede è che se non sei su uno di questi canali social, [il dispositivo Apple] effettua un periodico cambio di canale Wi-Fi. Va sul canale social, ascolta se qualcuno vuole parlargli, e poi torna indietro, creando questo stuttering molto ritmico“.
Le soluzioni a questo dilemma imposto da Apple sono poche e, di fatto, insoddisfacenti. Una via, teorica, sarebbe disattivare AWDL, ma Visser l’ha definita impraticabile. “Ci sono circa 1,5 miliardi di utenti iPhone nel mondo. Dici davvero ai tuoi utenti di non usare le funzionalità dei loro dispositivi Apple? Non è una vera soluzione“, ha commentato, sottolineando che ciò disabiliterebbe AirDrop, Sidecar e altre funzioni chiave dell’ecosistema.
“L’altra opzione“, ha continuato Visser, “è adottare il ‘networking alla Apple’. Per la migliore esperienza, usi gli stessi canali Wi-Fi di tutti gli altri, o prima o poi soffrirai di jitter“. Questa raccomandazione, data a malincuore, evidenzia una forzatura da parte di Cupertino che, secondo il ricercatore, “promuove cattive pratiche di rete“, come l’affollamento di canali specifici invece di utilizzare quelli ottimali per la propria situazione.
Sebbene Visser ammetta che per molte attività quotidiane questa interruzione possa non essere rilevante, ha lanciato un avvertimento chiaro per il futuro. “Il cloud gaming e il remote gaming stanno crescendo sempre di più… se stai cercando di fare 4K HDR a 120 FPS, sì, inizierai a sentire questi ritardi e questa perdita di pacchetti sempre di più“.
Visser ha concluso il suo intervento ponendo una domanda filosofica sull’ecosistema Apple: “La domanda è: questa comodità vale l’interruzione?“.
Ha inoltre espresso la speranza che gli ISP presenti potessero usare queste informazioni per diagnosticare correttamente i problemi di jitter lamentati dai loro clienti, spesso imputati erroneamente alla linea Internet invece che al comportamento imposto dai dispositivi Apple sulla rete locale.
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