Apple rimuove un’app per le pressioni del Governo: le implicazioni sono “preoccupanti”

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La recente rimozione dell’applicazione ICEBlock dall’App Store di Apple ha sollevato un’ondata di polemiche, ponendo in luce le delicate dinamiche di potere tra i giganti della tecnologia e le amministrazioni governative. Questa mossa è stata la diretta conseguenza delle pressioni esercitate dall’amministrazione Trump e dal Dipartimento di Giustizia (DOJ) degli Stati Uniti, preoccupati che l’app potesse mettere a rischio gli agenti federali.

Apple cede alla pressione del Governo Trump e rimuove un’app: implicazioni preoccupanti per il futuro dell’App Store

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ICEBlock, lanciata da Joshua Aaron ad aprile, era salita ai vertici delle classifiche dell’App Store a luglio. Il suo scopo dichiarato era quello di combattere i raid dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), consentendo agli utenti di segnalare in modo anonimo la posizione degli agenti.

Un utente poteva posizionare un segno su una mappa, e una notifica veniva diffusa a chiunque si trovasse nel raggio di cinque miglia, potenzialmente permettendo agli immigrati irregolari di sfuggire alla cattura e alla detenzione.

L’amministrazione Trump non ha tardato a reagire, temendo che l’app potesse sia proteggere gli immigrati irregolari sia mettere in pericolo la vita degli agenti.

Il Procuratore Generale Pam Bondi ha chiesto ad Apple di rimuovere l’app, definendo la violenza contro le forze dell’ordine una “linea rossa intollerabile che non può essere oltrepassata”.

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Il dono di Tim Cook al Presidente Trump – Crediti: Reuters

Cupertino ha acconsentito rapidamente, citando rischi per la sicurezza associati all’app, basandosi sulle informazioni ricevute dalle forze dell’ordine. Le preoccupazioni per la sicurezza sono state acuite dalla sparatoria avvenuta in Texas la scorsa settimana, dove l’attentatore intendeva uccidere agenti ICE e avrebbe utilizzato ICEBlock e strumenti simili per tracciare il personale prima dell’attacco.

La rapidità con cui Apple ha ceduto alla richiesta non sorprende se si considera l’impegno del CEO Tim Cook nel placare il Presidente Trump. Nelle scorse settimane ha persino presentato a Trump un regalo di valore, un intaglio in vetro circolare su una base d’oro 24 carati, stimato fino a 100.000 dollari.

Le azioni di Apple potrebbero avere delle “implicazioni preoccupanti”

Il gesto di Apple porta con sé delle “implicazioni preoccupanti” per il futuro del controllo delle app, come sostiene Alejandra Caraballo, istruttrice clinica presso l’Harvard Law School’s Cyberlaw Clinic.

Il timore è che l’amministrazione possa esercitare “livelli estremi di jawboning” (pressioni e intimidazioni per influenzare il mercato) o minacciare l’implementazione di tariffe massicce per costringere Apple a rimuovere applicazioni sgradite dall’App Store.

Inoltre poiché Cupertino ha scelto di rimuovere volontariamente l’applicazione, il suo creatore, Joshua Aaron, ha perso la possibilità di citare in giudizio il governo per la violazione dei suoi diritti ai sensi del Primo Emendamento.