Crediti: DAZN (logo), Canva
Ne avevamo parlato poco meno di un mese fa: DAZN, Sky e Lega Serie A sono sul piede di guerra contro gli utenti illegali e hanno richiesto e ottenuto i nomi di oltre 2.000 utenti abbonati ad IPTV illegali. Un’iniziativa che lascia presagire azioni risarcitorie e infatti alla fine la batosta è arrivata. DAZN ha intrapreso iniziative legali dirette contro circa 2.000 utenti pirata in Italia, chiedendo un indennizzo forfettario per i danni subiti.
DAZN ha inviato una raccomandata ai soggetti coinvolti, accusati di “illecita acquisizione di servizi IPTV relativi a pacchetti aventi ad oggetto la visione delle dirette delle partite del campionato di calcio di serie A”. La missiva offre agli utenti la possibilità di una “composizione dell’accaduto” prima che vengano avviate iniziative giudiziarie che comporterebbero un “aggravio di costi”.
Il punto chiave della proposta è il versamento di un indennizzo forfettario di 500€. Oltre al pagamento, viene richiesto l’impegno formale, da parte dell’utente, a non commettere in futuro ulteriori comportamenti che ledano i diritti della piattaforma.
Passare alle vie legali potrebbe portare a un risarcimento danni ben più elevato, stimato in diverse migliaia di euro, una cifra che – come specificato dall’amministratore delegato di DAZN Italia, Stefano Azzi – equivale a circa dieci anni di abbonamenti legali.
Gli utenti hanno un termine stretto: sette giorni dal ricevimento della lettera per aderire alla proposta; in caso contrario, DAZN si riterrà libera di avviare le iniziative giudiziarie.
Gli utenti coinvolti in questa azione risarcitoria sono stati identificati grazie a una vasta operazione condotta dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza (GdF) di Roma e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce.
Le indagini, coordinate dalla Procura locale, avevano in precedenza smantellato un’infrastruttura IPTV che trasmetteva contenuti in violazione della Legge sul Diritto d’Autore (n. 633/41). Per risalire agli utilizzatori finali, la GdF ha effettuato un’analisi dettagliata di dati anagrafici, bancari e geografici. Le Procure anti-pirateria (tra cui Lecce, Bologna, Cagliari, Napoli, Catania) stanno operando in modo congiunto.
La Procura competente ha successivamente autorizzato la trasmissione dei dati degli utenti illegali – già stati sanzionati amministrativamente – ai titolari dei diritti, come DAZN. Questi avevano formalmente richiesto e ottenuto, a settembre, i nomi degli oltre duemila utenti abbonati a IPTV illegali, distribuiti in 80 province italiane.
L’azione di contrasto è in crescita: dall’inizio dell’anno, sono quasi 2.500 gli utenti pirata sanzionati e oltre 3.000 quelli attualmente in fase di identificazione. Un aspetto positivo rilevato dal Gen. B. Crescenzo Sciaraffa, Comandante del Nucleo Speciale Beni e Servizi, è la volontà di collaborare manifestata da alcuni sanzionati durante le notifiche a domicilio.
Questi utenti, oltre a regolarizzare il pagamento della sanzione, hanno fornito alle Fiamme Gialle “nuovi dati e notizie sugli organizzatori delle illecite attività”. La pirateria non è solo un danno per i titolari dei diritti e lo sport, ma costituisce un “moltiplicatore di illegalità” che alimenta i circuiti sommersi del lavoro nero, l’evasione fiscale, il riciclaggio e la criminalità organizzata.
L’intensificazione delle indagini segna un cambio di passo decisivo nella lotta alla pirateria digitale ed ora con l’entrata in scena delle azioni risarcitorie (come nel caso di DAZN) le conseguenze si fanno ancora più salate per gli utenti pirata.
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