Crediti: Google
Google ha recentemente introdotto una delle funzionalità più attese nel suo ecosistema di localizzazione: la ricerca di precisione basata sulla tecnologia Ultra Wideband (UWB).
Questa novità permette ai possessori di smartphone compatibili di localizzare tracker smarriti con una precisione millimetrica, simile a quanto offerto dagli AirTag di Apple.
Tuttavia, è stata fatta una scoperta sorprendente: i possessori di Pixel 6 Pro e Pixel 7 Pro sono esclusi, nonostante entrambi i dispositivi siano fisicamente dotati del chip UWB necessario.
La decisione, confermata da Google, limita di fatto la “ricerca di precisione” solo ai modelli più recenti, come il Pixel 8 Pro e successivi. Si tratta di una limitazione imposta via software che sta causando notevole frustrazione tra gli utenti dei precedenti modelli di punta.
Il paradosso risiede nel fatto che Google ha integrato l’hardware UWB nei suoi telefoni “Pro” per diverse generazioni, ben prima che la funzionalità di ricerca di precisione per la sua rete “Rete Dov’è” (Find Hub) fosse pronta. Ci si aspettava che, al momento del lancio della funzione, questi dispositivi ne beneficiassero retroattivamente.
Invece, come scoperto da Mishaal Rahman (di Android Authority), i Pixel 6 Pro e 7 Pro non supportano la nuova funzione. Se un utente con uno di questi smartphone tenta di localizzare un tracker UWB (come il nuovo Moto Tag, attualmente l’unico compatibile), otterrà solo la posizione generica sulla mappa, senza l’interfaccia di guida direzionale che indica distanza e direzione esatta dell’oggetto.
Google, pur confermando l’assenza della funzione su questi modelli, non ha fornito una motivazione ufficiale chiara, lasciando spazio alle analisi tecniche.
L’indagine di Mishaal Rahman ha identificato il probabile ostacolo tecnico: una limitazione software. Sembra che i Pixel 6 Pro e 7 Pro non supportino il “background ranging” (rilevamento in background) tramite UWB. In termini semplici, le app non possono utilizzare l’hardware UWB in background per stimare la posizione di un tag.
Questa scoperta, però, solleva ulteriori interrogativi. La funzione di ricerca di precisione, per sua natura, richiede che l’app Find Hub sia aperta e attiva sullo schermo. Non è quindi immediatamente chiaro perché la capacità di rilevamento in background sia un requisito fondamentale per un’operazione che avviene in primo piano.
Esiste una distinzione tra i due modelli esclusi. Per quanto riguarda il Pixel 6 Pro, una spiegazione tecnica parziale esiste: il suo chip UWB sembra mancare del supporto per l’AoA (Angle of Arrival), la tecnologia che permette di determinare l’angolo di provenienza del segnale, cruciale per la guida direzionale.
Il vero mistero riguarda il Pixel 7 Pro. Essendo più recente, ci si aspetterebbe un hardware UWB più avanzato e privo delle limitazioni del predecessore. Eppure, anch’esso è stato escluso dalla compatibilità.
Con l’aumentare dei tracker UWB compatibili con la rete di Google, l’amarezza per i possessori di Pixel 6 Pro e 7 Pro è destinata a crescere. Si ritrovano con un componente hardware avanzato, pubblicizzato al momento del lancio, che rimane di fatto quasi inutilizzato.
Senza la ricerca di precisione, l’unica utilità pratica rimasta per il chip UWB su questi due smartphone è la funzione di chiave digitale dell’auto (digital car key), una caratteristica supportata solo da un numero molto limitato di veicoli. Per il resto, l’hardware UWB rimane dormiente, disabilitato da una decisione software di Google che penalizza due generazioni di utenti flagship.
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