La nuova Siri potrebbe deludere, ingegneri Apple preoccupati

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iPhone 16 Pro - Crediti: Apple

Le aspettative per la nuova versione di Siri, componente chiave di Apple Intelligence, rischiano di essere tradite.

Crescenti indiscrezioni segnalano infatti performance al di sotto degli standard attesi, evidenziando un divario tecnologico sempre più ampio rispetto a concorrenti diretti come Google Gemini.

La nuova versione di Siri potrebbe deluderti

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Crediti: Apple

L’entusiasmo generato dalla presentazione di Apple Intelligence durante la Worldwide Developers Conference (WWDC) del 2024 rischia di scontrarsi con una dura realtà. Gli utenti iPhone, che da mesi attendono una Siri finalmente rinnovata e competitiva, potrebbero rimanere delusi.

Nonostante il lancio della nuova versione dell’assistente sia previsto per l’inizio del prossimo anno, salvo ulteriori complicazioni, emergono segnali allarmanti direttamente da Cupertino.

A lanciare l’ombra è l’autorevole voce di Mark Gurman che, nella sua newsletter “Power On”, riporta notizie preoccupanti: all’interno della stessa Apple ci sarebbero già forti perplessità sulle reali prestazioni della nuova Siri. Si tratta di un’indiscrezione pesante, che gela le aspettative di chi sperava in un salto qualitativo capace di colmare il divario con la concorrenza.

Il problema, infatti, non è più solo l’attesa, ma il confronto diretto con un mercato che corre a velocità doppia. Mentre Apple cerca faticosamente di aggiornare il suo assistente, rivali come i Samsung Galaxy S25 e Google Pixel 10 integrano versioni ancora più avanzate di Google Gemini, un modello di intelligenza artificiale che, secondo molti analisti, gioca già in un’altra categoria.

Il ritardo di Apple nel settore dell’IA generativa è ormai palese. Le funzionalità di Apple Intelligence, annunciate come imminenti a giugno, tardano ad arrivare nella loro interezza.

Questo stallo non è solo una questione di software, ma rischia di trasformarsi in un problema commerciale strategico. Un ulteriore ritardo, o un lancio con funzionalità limitate o deludenti, potrebbe impattare negativamente sulle vendite dei futuri dispositivi.

La minaccia, peraltro, non arriva solo dai tradizionali concorrenti americani. Anche i produttori cinesi, come Xiaomi, stanno dimostrando una notevole agilità, implementando versioni modificate di moderni modelli IA che, in molti test, mostrano performance superiori a quelle attualmente disponibili sull’ecosistema Apple.

Questa situazione espone l’apparente crisi strategica di Apple nel campo dell’intelligenza artificiale. L’azienda, dopo aver “perso il treno” iniziale dell’IA generativa, si trova ora ad affrontare le conseguenze della sua attesa. È noto che molte delle capacità di Apple Intelligence attualmente in fase di test si appoggiano pesantemente su tecnologie di terze parti, in primis ChatGPT di OpenAI.

I tentativi di Apple di sostituire questa dipendenza con una soluzione “fatta in casa” si starebbero rivelando, secondo le fonti, ancora infruttuosi.

La difficoltà è tale che l’azienda avrebbe esplorato attivamente soluzioni alternative e quasi impensabili fino a qualche anno fa: dall’ipotesi di acquisire startup specializzate come Perplexity AI, fino alla possibilità di chiedere aiuto diretto a Google per un’integrazione più profonda di Gemini.

Il bivio: fare tardi ma in autonomia o affidarsi ad un partner?

A questo punto, Apple si trova a un bivio. Deve decidere se raddoppiare le risorse per perfezionare la propria tecnologia, rischiando però di arrivare sul mercato troppo tardi, o se affidare un componente così cruciale dell’esperienza utente a un partner esterno, ammettendo di fatto la propria inferiorità tecnologica nel settore.

Secondo l’opinione prevalente tra gli osservatori del settore, la nuova Siri deve essere rilasciata il prossimo anno, puntualmente, indipendentemente dal suo livello di perfezione. Apple non può più permettersi il lusso di attendere di raggiungere la parità con Google Gemini.

Continuare a rimandare non farebbe altro che confermare al mercato e ai consumatori l’incertezza strategica dell’azienda su quello che è diventato il tema tecnologico dominante.

Siri, criticata per anni per la sua mancanza di evoluzione, deve quantomeno mostrare un miglioramento tangibile. L’azienda dovrebbe rilasciare la versione migliore attualmente disponibile e costruire su quella base, piuttosto che inseguire una perfezione che, nel frattempo, la concorrenza continua a ridefinire.