Meta non si nasconde, lavoratori licenziati sostituiti da IA

Meta, il colosso proprietario di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha avviato una nuova fase di ristrutturazione interna che vedrà la sostituzione di personale umano con sistemi di intelligenza artificiale.

A differenza di quanto accadeva in passato, quando le aziende tendevano a mascherare le motivazioni dietro i tagli, Meta ha ammesso apertamente che l’automazione è la causa diretta dei nuovi licenziamenti.

L’IA ha ridotto l’esigenza di personale umano

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Crediti: Meta

La notizia, riportata da Business Insider, proviene da una comunicazione interna di Michel Protti, Chief Privacy and Compliance Officer di Meta per i prodotti. Protti ha informato i membri della “Risk Organization” dell’azienda che si sta procedendo verso una decisa transizionedai processi di revisione manuale a processi più automatizzati“.

Come diretta conseguenza di questa maggiore automazione, ha spiegato il dirigente, Meta “non ha più bisogno dello stesso numero di ruoli” all’interno di quella specifica divisione. Sebbene Protti non abbia rivelato l’esatto numero di dipendenti che verranno licenziati, l’impatto della decisione è chiaro.

La Risk Organization di Meta ricopre un ruolo fondamentale nell’ecosistema della compagnia. È responsabile dell’identificazione, della valutazione, della mitigazione e del monitoraggio dei rischi associati ai prodotti, ai servizi, alle policy e alle operazioni globali del gruppo.

Questo team lavora a stretto contatto con le squadre di policy e di enforcement, assicurando che le piattaforme agiscano in conformità con gli obblighi normativi e gli standard specifici delle diverse regioni del mondo.

Nella sua comunicazione, Protti ha giustificato la mossa sostenendo che il passaggio all’automazione ha già prodotto “risultati di conformità più accurati e affidabili” in tutta l’azienda. Non è mancato il consueto riferimento al fatto che la tecnologia permette di “liberare il personale da compiti banali per concentrarsi su sfide più complesse e ad alto impatto” – un beneficio, ovviamente, valido solo per coloro che manterranno il proprio posto di lavoro.

Un portavoce di Meta ha ribadito questa posizione in una dichiarazione ufficiale:

Attraverso il nostro team di rischio e conformità dei prodotti, abbiamo costruito uno dei programmi di compliance più sofisticati del settore per aiutarci a valutare i nostri prodotti e funzionalità. Apportiamo regolarmente modifiche organizzative e stiamo ristrutturando il nostro team per riflettere la maturità del nostro programma e innovare più rapidamente, mantenendo al contempo elevati standard di conformità“.

L’aspetto paradossale di questa vicenda è che la decisione arriva solo pochi giorni dopo che Meta ha licenziato circa 600 dipendenti proprio dalla sua divisione dedicata all’intelligenza artificiale. Quei tagli hanno colpito la storica unità Fundamental AI Research (FAIR) e la divisione infrastrutture e prodotti AI.

Mentre l’azienda conferma che le assunzioni per il suo team d’élite dedicato alla “superintelligenza” continueranno, si trova quindi nella singolare posizione di licenziare personale della divisione AI e, quasi contemporaneamente, licenziare altro personale a causa dell’AI.

La mossa di Meta si inserisce in un contesto più ampio, definito da alcuni analisti “lungo e deprimente“, di aziende che riducono la forza lavoro citando l’avvento dell’IA. La vera novità è la mancanza di reticenza.