Samsung traccia una linea netta con il passato e promette un cambio di paradigma per lo sviluppo del 6G.
Durante una conferenza globale sulla futura generazione di connettività, attualmente in corso in Corea del Sud, il colosso tecnologico ha ammesso gli errori commessi dall’industria mobile nella promozione del 5G, sottolineando che la stessa strategia non potrà essere replicata.
Il 6G non verrà pubblicizzato solo con la velocità di punta

La visione di Samsung è stata illustrata da Lee Ju-Ho di Samsung Research. Nel suo keynote, Lee ha dichiarato che l’industria deve “cambiare la direzione della tecnologia” per illustrare i benefici del 6G, poiché i cambiamenti che porterà “non possono essere espressi in numeri“.
Il “mea culpa” riguarda la strategia adottata per il 5G. L’intero settore, Samsung inclusa, ha fatto molto affidamento sull’enfatizzazione dei potenziali guadagni prestazionali: velocità di connessione più elevate, latenza ridotta e maggiore larghezza di banda.
Il problema, come tacitamente riconosciuto da Samsung, è che a più di cinque anni dal lancio globale del 5G, questi vantaggi numerici non sono sempre compresi, o persino disponibili, per la maggior parte degli utenti. Nella vita reale, i benefici puramente prestazionali del 5G rimangono un concetto astratto e difficile da “vendere” al consumatore medio.
“Troveremo difficile risolvere i vari problemi che affrontiamo enfatizzando solo le prestazioni di punta dell’era 4G e 5G“, ha affermato Lee, segnalando la necessità di superare la semplice corsa ai gigabit.
Se i numeri non bastano, quale sarà la strategia alternativa di Samsung per il 6G?
La risposta, non sorprendente, risiede nell’Intelligenza Artificiale. Secondo Lee, i vantaggi del 6G saranno “qualitativi”. Ha definito l’IA nativa come una “caratteristica chiave del 6G“, essenziale per “risolvere realtà precedentemente impossibili“.
È qui che emerge la netta differenza di messaggio rispetto al 5G. Parlando di cambiare la direzione della tecnologia attraverso il 6G e l’IA, Lee ha indicato affidabilità, efficienza energetica e sicurezza come pilastri fondamentali. I veri punti di forza commerciali, ha suggerito, saranno la personalizzazione e l’automazione.
Invece di concentrarsi su download più veloci, Samsung intende evidenziare come il 6G potrà portare benefici a una popolazione che invecchia o alle persone che vivono da sole. Si tratta di un passaggio cruciale da benefici tecnici a benefici sociali e personali.
A livello più tecnico, questa visione si traduce in sistemi di Intelligenza Artificiale ad auto-apprendimento capaci di gestire la rete in autonomia, fino a identificare e risolvere determinati problemi. Lee ha anche menzionato l’importanza di ISAC (Integrated Sensing and Communication), una tecnologia in cui i sensori integrati nella rete creano una consapevolezza spaziale in tempo reale, fondamentale, ad esempio, per abilitare forme avanzate di trasporto autonomo.
Sebbene la visione 6G di Samsung non sembri certo priva di ambizione, è chiaro che l’azienda vuole reindirizzare l’entusiasmo. L’obiettivo non è più stupire con le cifre e i guadagni prestazionali grezzi, ma convincere attraverso l’impatto reale, personale e sociale della nuova tecnologia.








