Crediti: Samsung
Samsung lancia ufficialmente la beta pubblica del suo browser, Samsung Internet, per i computer Windows. L’obiettivo è colmare il divario nell’ecosistema Galaxy, portando la sincronizzazione di password, preferiti e le nuove funzioni di Galaxy AI dallo smartphone al desktop.
Dopo anni di attesa e un tentativo fallito nel 2023, Samsung ha finalmente ufficializzato il passo che milioni di utenti Galaxy attendevano: il browser Samsung Internet sbarca sui PC Windows. A partire da oggi, l’azienda sudcoreana ha reso disponibile una beta pubblica del suo acclamato browser mobile per laptop e desktop basati su Windows 10 e Windows 11.
Questa mossa, attesa da 13 anni dal debutto dell’app su mobile, non è un semplice porting, ma un tassello strategico fondamentale per completare l’ecosistema del marchio.
Chiunque possieda uno smartphone Samsung sa che Samsung Internet è, da tempo, un browser mobile eccellente, considerato più reattivo e ricco di funzionalità rispetto alla sua controparte Google Chrome su Android. Il suo più grande limite, tuttavia, è sempre stato il suo confinamento al mondo mobile.
Questo ha creato un buco evidente nell’ecosistema Samsung. Un utente con uno smartphone Galaxy e un PC Windows (magari un laptop Galaxy Book della stessa Samsung) viveva un’esperienza digitale frammentata. Sul desktop, la scelta ricadeva quasi inevitabilmente su Chrome o Edge, perdendo tutta la continuità, la cronologia e, soprattutto, i dati di accesso salvati. Questo nuovo browser per PC è la risposta diretta a questo problema.
La beta di Samsung Internet per PC permette agli utenti di collegare il proprio account Samsung e condividere istantaneamente preferiti, cronologia di navigazione e, elemento più importante, i dati di Samsung Pass.
Questo significa che tutte le password, i nomi utente e le informazioni di compilazione automatica salvate faticosamente sullo smartphone saranno immediatamente disponibili e utilizzabili sul computer. Si tratta della funzione più richiesta in assoluto, capace da sola di giustificare il passaggio per un utente Galaxy.
Samsung non si è limitata a sincronizzare i dati. Il nuovo browser desktop integra nativamente le funzionalità di Galaxy AI già viste sugli smartphone. La funzione “Browsing Assist” (Assistente di Navigazione) permetterà agli utenti di riassumere o tradurre istantaneamente qualsiasi pagina web con un click, portando la potenza dell’IA generativa direttamente nell’esperienza di navigazione.
Sul fronte della privacy, il browser eredita le apprezzate funzioni della versione mobile, tra cui lo “Smart anti-tracking“, che blocca in modo intelligente i tracker di terze parti, e un “Privacy Dashboard” che offre un controllo trasparente su chi sta tentando di monitorare l’attività online dell’utente.
L’obiettivo di Samsung non è, realisticamente, quello di “uccidere” Google Chrome. La dominanza di Chrome sul mercato desktop non si basa solo sulla velocità, ma su un ecosistema che si estende su ogni dispositivo. Lo stesso vale per Apple con Safari e Microsoft con Edge.
Samsung era l’unica grande azienda tecnologica a cui mancava questo collegamento fondamentale. Questa mossa non è pensata per convertire gli utenti di Firefox o i fedelissimi di Chrome, ma per mantenere i propri utenti Galaxy all’interno dell’ecosistema Samsung. È una strategia difensiva, progettata per impedire ai suoi clienti di affidarsi a Google per ogni aspetto della loro vita digitale.
La beta pubblica è disponibile da oggi negli Stati Uniti e in Corea, con una distribuzione globale prevista in un secondo momento. Supporta Windows 10 (versione 1809 e successive) e Windows 11, inclusi i dispositivi basati su architettura ARM. Significativamente, il browser non sarà un’esclusiva dei notebook Galaxy Book, ma sarà disponibile per qualsiasi PC Windows, massimizzando la sua potenziale adozione.
Una volta terminata la fase di test, ci si aspetta che la versione stabile arrivi sul Microsoft Store, portando con sé il supporto per le estensioni, la modalità di navigazione in incognito (Secret Mode) e la modalità scura.
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