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Canva, Duolingo, Epic Games Store down (e non solo): cosa sta succedendo?

Un vasto blackout sta colpendo decine di servizi online a livello globale. Dalle piattaforme di produttività al gaming, passando per lo streaming e la domotica, milioni di utenti riscontrano difficoltà di accesso.

Le cause sono ancora ignote, ma si ipotizzano problemi ai principali provider cloud o DNS.

Disservizi diffusi trasversalmente

Crediti: Downdetector.com

Una mattinata di caos digitale sta mettendo a dura prova la pazienza di milioni di utenti e la produttività di innumerevoli aziende in tutto il mondo. A partire dalle ore 8:30 circa (ora italiana) di oggi, lunedì 20 ottobre, si è verificato un disservizio su larga scala che ha reso irraggiungibili decine di servizi online tra i più utilizzati a livello globale.

L’elenco delle piattaforme coinvolte, ancora in aggiornamento su Downdetector, è tanto vasto quanto eterogeneo, suggerendo un problema infrastrutturale profondo piuttosto che un malfunzionamento isolato.

Tra i servizi che al momento risultano inaccessibili o gravemente rallentati figurano colossi della produttività e del project management come Canva e Asana, l’app di to-do list Any.do, e persino testate giornalistiche internazionali come The New York Times.

Alle 09:18, Canva scrive sul suo profilo ufficiale X:

Al momento la situazione non è ideale, ma ci stiamo lavorando. Puoi controllare http://canvastatus.com per gli aggiornamenti. Ti terremo informato!”.

Il settore dell’intrattenimento è tra i più colpiti: segnalazioni di down massiccio arrivano dagli utenti di Clash Royale, Fortnite, Roblox, Epic Games Store e dalla piattaforma di streaming di anime Crunchyroll.

I disservizi non risparmiano la comunicazione, con Snapchat in forte difficoltà, né l’apprendimento, con Duolingo irraggiungibile per molti.

Persino il mondo della finanza decentralizzata e quello della domotica sono impattati, come dimostrano i problemi riscontrati su Coinbase, uno dei principali exchange di criptovalute, e sui servizi legati ad Amazon Alexa, che fatica a rispondere ai comandi.

La natura trasversale del blackout, che colpisce app mobili, siti web e servizi backend, indica che il problema non risiede nei singoli dispositivi degli utenti, ma ai vertici della catena di distribuzione di Internet.

Quali sono le cause del disservizio?

Al momento in cui scriviamo, nessuna delle grandi compagnie tecnologiche coinvolte ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla natura o alla causa del problema. Il silenzio stampa è tipico in queste fasi iniziali, durante le quali i team di ingegneri sono concentrati nell’identificazione della “root cause” (la causa radice) del malfunzionamento.

Tuttavia, l’esperienza passata di fronte a down di questa portata permette di formulare alcune ipotesi tecniche plausibili.

Il primo e più probabile indiziato è un guasto critico presso uno dei giganti dell’infrastruttura cloud. Servizi come Amazon Web Services (AWS), Google Cloud Platform (GCP) o Microsoft Azure non sono semplici siti web, ma le fondamenta su cui decine di migliaia di altre aziende (incluse molte di quelle citate) costruiscono e ospitano le proprie applicazioni.

Un malfunzionamento in una regione chiave di AWS o un errore di configurazione in un servizio essenziale di Azure, ad esempio, può generare un effetto domino catastrofico, spegnendo simultaneamente piattaforme che, all’apparenza, non hanno nulla in comune.

Una seconda ipotesi, altrettanto valida, riguarda un problema a livello di DNS (Domain Name System). Il DNS è spesso descritto come “l’elenco telefonico di Internet”: traduce gli indirizzi web leggibili (come “www.google.com”) negli indirizzi IP numerici comprensibili dalle macchine.

Un guasto o un attacco a un provider DNS fondamentale (come Cloudflare, Akamai o lo stesso Route 53 di Amazon) renderebbe di fatto i siti “introvabili” sulla rete, anche se i loro server fossero perfettamente funzionanti.

Infine, sebbene al momento non vi siano prove a sostegno, non si può escludere a priori la pista del cyberattacco. Un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) di portata eccezionale, mirato non a un singolo sito ma a un nodo cruciale dell’infrastruttura Internet (come un importante Internet Exchange Point o un provider cloud), potrebbe teoricamente generare un’instabilità diffusa di questa magnitudo.

Tecnici al lavoro per la risoluzione

Indipendentemente dalla causa – sia essa un banale errore di configurazione, un guasto hardware o un’azione dolosa – è certo che i migliori team di ingegneri dei rispettivi provider siano già al lavoro. In questi scenari, la priorità assoluta è isolare il guasto per contenere i danni e, successivamente, implementare i backup o le correzioni necessarie per ripristinare i servizi.

I disservizi stanno avendo un impatto significativo sulla giornata lavorativa, con milioni di persone impossibilitate ad accedere agli strumenti di lavoro collaborativo, e sull’economia digitale, bloccando transazioni e accesso all’intrattenimento.

Questo evento sottolinea, ancora una volta, la profonda e sistemica dipendenza delle nostre attività quotidiane da un numero relativamente ristretto di colossi tecnologici che forniscono l’infrastruttura portante del web.

Si attendono comunicazioni ufficiali nelle prossime ore. Seguiranno aggiornamenti non appena la situazione sarà più chiara.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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