Una futura funzionalità scoperta nel codice di Android promette di sincronizzare automaticamente la “Modalità aereo” tra smartphone e smartwatch, colmando finalmente un divario storico con l’ecosistema Apple.
Per chi viaggia spesso, il rituale è ormai consolidato: ci si siede al proprio posto, si attende l’annuncio dell’equipaggio e si inizia a disattivare le connessioni wireless sui propri dispositivi.
Tuttavia, nell’era dei dispositivi interconnessi, questa operazione apparentemente banale nasconde una piccola frizione nell’esperienza utente del mondo Android. Ancora oggi, attivare la “Modalità aereo” sullo smartphone non ha alcun effetto sullo smartwatch Wear OS al polso, costringendo l’utente a intervenire manualmente su entrambi i device.
Questa mancanza di comunicazione tra dispositivi sta per diventare un ricordo del passato. Secondo recenti indiscrezioni emerse dall’analisi del codice sorgente, Google è al lavoro per introdurre una sincronizzazione automatica della modalità aereo tra smartphone Android e smartwatch.
La novità è stata individuata all’interno della recente release Android Canary 2511. Scavando tra le righe di codice dell’app Impostazioni, è emersa una nuova stringa identificata come airplane_mode_sync_description. Il testo associato è inequivocabile: “Quando connesso via Bluetooth, la modalità aereo si sincronizzerà attraverso i dispositivi supportati come telefono e orologio“.
Sebbene la funzionalità non sia ancora attiva per il pubblico e si nasconda dietro un flag di sistema disabilitato (chiamato esplicitamente sync_airplane_mode_with_watches), la direzione intrapresa da Mountain View è chiara. L’obiettivo è creare un ecosistema in cui i dispositivi non siano entità separate, ma estensioni l’uno dell’altro.
Il meccanismo alla base di questa funzione è molto semplice. Attivando la modalità aereo sullo smartphone, il sistema invierà immediatamente un comando via Bluetooth all’orologio Wear OS associato, attivando lo stesso stato. Viceversa, l’operazione potrà partire dall’orologio per riflettersi sul telefono.
Questo è reso possibile dal fatto che, nelle versioni moderne di Android, l’attivazione della modalità aereo non spegne più il Bluetooth se questo è in uso (ad esempio, connesso a cuffie o, appunto, a uno smartwatch). Mantenendo attivo questo ponte comunicativo a basso consumo, i dispositivi possono coordinare il loro stato “offline” istantaneamente.
Oltre alla comodità di non dover interagire con due schermi diversi, questa funzione ha un impatto diretto sulla preservazione della batteria, un fattore critico durante i viaggi.
Spesso, infatti, gli utenti attivano la modalità aereo sullo smartphone ma dimenticano di farlo sull’orologio. Il risultato è che il wearable, trovandosi improvvisamente a 10.000 metri di altezza e senza connessione con il telefono, potrebbe iniziare a cercare disperatamente un segnale cellulare (nel caso di modelli LTE) o tentare riconnessioni fallimentari, drenando inutilmente la batteria.
Automatizzare il processo garantisce che entrambi i dispositivi entrino in modalità risparmio energetico simultaneamente, preservando l’autonomia per quando si atterra.
Bisogna ammettere che Google sta rincorrendo la concorrenza su questo fronte. Gli utenti Apple beneficiano di una funzione identica fin dalle prime versioni di Apple Watch. L’integrazione profonda tra iOS e watchOS ha sempre rappresentato un punto di forza di Cupertino, che Google sta ora cercando di replicare.
Questa novità si inserisce in un quadro più ampio di miglioramenti “cross-device” su cui Google sta investendo.
Oltre alla sincronizzazione della modalità aereo, si attende con impazienza l’arrivo della versione Android di “Handoff”, una funzionalità che permetterebbe di iniziare un’attività sul telefono e continuarla fluidamente su tablet o PC.
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