Una mossa che sa di pragmatismo, ma anche di ammissione di ritardo. Apple, il colosso della tecnologia noto per il suo ecosistema chiuso e l’integrazione verticale, starebbe per appoggiarsi al suo più grande rivale, Google, per il cuore pulsante della versione futura della sua intelligenza artificiale Siri.
La nuova Siri farà affidamento su Gemini, che significa?

Secondo le ultime indiscrezioni pubblicate da Mark Gurman di Bloomberg nella sua newsletter “Power On”, la tanto attesa versione rinnovata di Siri, parte della suite “Apple Intelligence”, farà affidamento sui modelli IA Gemini di Google.
La notizia segna un potenziale punto di svolta per Apple, che per anni ha lottato per tenere il passo dei concorrenti nel campo dell’assistenza vocale.
Stando al report, Apple non sta semplicemente integrando i servizi di Google o le funzionalità di Gemini nell’interfaccia di Siri. La strategia è più specifica e mira a preservare il pilastro della privacy su cui Apple ha costruito il suo marchio.
Apple starebbe pagando Google per creare un modello Gemini personalizzato, progettato specificamente per le esigenze di Cupertino. Questo modello non girerà sui server di Google, ma sull’infrastruttura “Private Cloud Compute” di Apple.
In questo modo, Apple può continuare a garantire che i dati degli utenti siano processati in un ambiente sicuro e controllato, senza essere esposti direttamente ai server del rivale di Mountain View.
Per l’utente finale, l’esperienza dovrebbe rimanere inconfondibilmente “Apple”. L’interfaccia utente sarà quella di Siri, ma il “motore” che elabora le richieste complesse e alimenta la nuova funzione di ricerca web basata su IA sarà, di fatto, tecnologia Google.
Rincorsa disperata o mossa vincente?
Questa decisione strategica arriva dopo anni in cui Siri è stata percepita come tecnologicamente inferiore rispetto a Google Assistant e Alexa di Amazon. L’avvento dell’IA generativa ha ulteriormente ampliato questo divario, mettendo Apple sulla difensiva.
Gurman stesso usa parole caute. Avverte che, nonostante l’iniezione di tecnologia Gemini, “non c’è garanzia che gli utenti la adotteranno, che funzionerà senza intoppi o che potrà cancellare anni di danni all’immagine del marchio Siri“. Il successo di questa operazione è tutt’altro che scontato e richiederà un’integrazione perfetta per riconquistare la fiducia degli utenti.
Il lancio della Siri potenziata da Gemini è previsto, secondo Gurman, intorno a marzo del prossimo anno. Questo debutto software non avverrà nel vuoto, ma sarà accompagnato da una spinta hardware significativa nel settore della domotica.
Si prevede il lancio di un nuovo prodotto smart home: un display intelligente con base speaker e opzioni di montaggio a parete, pensato per competere direttamente con i dispositivi Echo Show di Amazon e Nest Hub di Google. Anche i nuovi modelli di Apple TV e HomePod mini, attesi a breve, avranno il compito di “aiutare a dimostrare” le nuove capacità di Apple Intelligence e della Siri rinnovata.
L’integrazione con Gemini sembra essere solo il primo passo di una strategia AI molto più ampia. Apple presenterà un’anteprima dei suoi futuri sistemi operativi – iOS 27, macOS 27 e watchOS 27 – alla Worldwide Developers Conference (WWDC) del prossimo giugno. Gurman anticipa che questi aggiornamenti saranno focalizzati su “importanti novità” per Apple Intelligence e sulla strategia IA a lungo termine dell’azienda.








