La RAM costa troppo, LPDDR6 esclusive per questi due chip premium

ram lpddr6

Mentre l’industria si prepara al salto generazionale verso i processi produttivi a 2 nanometri, un nuovo ostacolo economico minaccia di ridefinire le strategie di mercato di giganti come Qualcomm e MediaTek: il costo proibitivo delle memorie LPDDR6.

Le memorie RAM costano di più ed è un problema

Snapdragon 8 Elite Gen 5 Reference Design

Secondo recenti indiscrezioni emerse dalla filiera produttiva, l’impennata dei prezzi dei moduli RAM di prossima generazione costringerà i produttori di semiconduttori a decisioni drastiche, limitando l’adozione di questa tecnologia esclusivamente ai chipset di fascia “ultra-premium”.

Qualcomm e MediaTek si trovano a dover gestire una “tempesta perfetta” in termini di costi. Da un lato, c’è l’obbligo di pagare un premio sostanziale a TSMC per l’utilizzo della sua tecnologia a 2 nm (N2), con costi stimati intorno ai 30.000 dollari per wafer. Dall’altro, l’aumento dei costi della RAM LPDDR6 eroderà ulteriormente i margini.

Questa pressione combinata suggerisce che solo i dispositivi di punta assoluta potranno vantare la massima velocità di memoria disponibile. Nello specifico, il supporto per la RAM LPDDR6 sembra destinato a essere un’esclusiva dei futuri Snapdragon 8 Elite Gen 6 e Dimensity 9600. Tuttavia, la situazione è più sfumata e complessa di quanto appaia, specialmente per Qualcomm.

Le voci di corridoio, corroborate dal noto leaker Digital Chat Station su Weibo, indicano che Qualcomm potrebbe adottare una strategia di diversificazione mai vista prima a questi livelli. Si prevede che l’azienda di San Diego lancerà due versioni del suo prossimo processore di punta: uno standard e una variante superiore, presumibilmente denominata Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro.

La differenza non risiederà solo nel clock della CPU. Il modello “Pro” sarebbe l’unico a beneficiare del supporto per la memoria LPDDR6 e di una GPU potenziata, lasciando la versione standard ancorata a tecnologie di memoria attuali per contenere i costi. Al contrario, MediaTek sembra intenzionata a mantenere un’unica variante per il suo Dimensity 9600, posizionandolo direttamente nella fascia più alta con supporto nativo LPDDR6.

La corsa ai 2 nanometri

Oltre alla memoria, la battaglia si gioca sul silicio. Mentre Apple sembra destinata a utilizzare il nodo N2 base di TSMC per i suoi chip A20 e A20 Pro, Qualcomm e MediaTek stanno puntando al nodo N2P, una versione leggermente migliorata dell’architettura a 2nm.

Questa scelta tecnica garantisce un vantaggio prestazionale di circa il 5% rispetto al nodo N2 standard, un margine sottile che però le due aziende ritengono fondamentale per rivendicare la supremazia tecnologica su Apple.

Tuttavia, l’utilizzo del processo N2P, unito ai costi della RAM LPDDR6, potrebbe costringere i partner OEM (come Xiaomi, Samsung e OPPO) a scegliere tra assorbire i costi riducendo i propri margini o, più probabilmente, aumentare i prezzi di listino degli smartphone flagship della fine del 2026 e inizio del 2027.

Non tutto è perduto per il futuro a lungo termine. Sebbene il 2026 si prospetti costoso, si prevede che i prezzi delle memorie inizieranno a stabilizzarsi entro la fine del 2027, rendendo tecnologie come lo Snapdragon 8 Elite Gen 7 e il Dimensity 9700 potenzialmente più accessibili.

Inoltre, l’ingresso dei produttori di memorie cinesi nella produzione di massa di moduli LPDDR6 potrebbe offrire una leva di prezzo necessaria per calmierare il mercato. Nel frattempo, l’attenzione si sposta al CES 2026, dove Samsung dovrebbe mostrare le sue memorie LPDDR6 da 10,7 Gbps.