L’era di Tim Cook sta per finire, chi lo sostituirà alla guida di Apple?

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Secondo un report del Financial Times, il consiglio di amministrazione di Apple ha intensificato la pianificazione della successione. Il CEO, in carica dal 2011, potrebbe dimettersi già nel 2026.

Tim Cook lascia la guida di Apple?

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L’indiscrezione è di quelle destinate a scuotere la Silicon Valley e i mercati globali: Apple starebbe pianificando attivamente la successione di Tim Cook, l’uomo che ha guidato l’azienda nell’era post-Steve Jobs, trasformandola in un colosso da 4.000 miliardi di dollari.

A lanciare la notizia è stato il Financial Times, secondo cui il consiglio di amministrazione e l’alta dirigenza dell’azienda di Cupertino avrebbero intensificato i preparativi per un possibile passo indietro di Cook, che ha recentemente compiuto 65 anni.

Secondo il quotidiano finanziario, il cambio al vertice potrebbe avvenire “già nel 2026“. La tempistica non sarebbe casuale: un annuncio all’inizio dell’anno solare, presumibilmente dopo la presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre (che copre il cruciale periodo natalizio), darebbe al nuovo CEO il tempo necessario per insediarsi prima degli appuntamenti chiave di Apple, come la Worldwide Developers Conference (WWDC) di giugno e il lancio dei nuovi iPhone a settembre.

L’eventuale uscita di Tim Cook chiuderebbe un’epoca di straordinaria crescita. Al timone dall’agosto 2011, Cook ha servito come CEO più a lungo dello stesso Steve Jobs. Sotto la sua leadership, Apple è passata da una capitalizzazione di mercato di circa 350 miliardi di dollari all’attuale cifra record di 4.000 miliardi.

Ha supervisionato l’espansione in nuove categorie come i dispositivi indossabili (Apple Watch e AirPods) e ha trasformato la divisione “Servizi” in una macchina da soldi, capace di generare, nell’ultimo trimestre, un fatturato di 28,75 miliardi di dollari, superando da sola giganti come Tesla e Disney.

Chi è il probabile successore di Tim Cook?

Sebbene nessuna decisione finale sia stata presa, né sul successore né sulle tempistiche esatte, i corridoi di Cupertino indicano un nome su tutti come probabile erede: John Ternus.

Attualmente Senior Vice President of Hardware Engineering, Ternus è un veterano di Apple, entrato nell’azienda nel 2001 nel team di Product Design. Negli anni ha supervisionato l’ingegneria hardware di prodotti fondamentali come iPad, iPhone e AirPods.

Ma il suo fiore all’occhiello, che traccia un parallelo interessante con lo stesso Cook, è stato il ruolo di “leader chiave nella transizione in corso dei Mac verso i processori Apple Silicon“. Anche Cook, prima di diventare CEO, fu determinante nella complessa transizione dei Mac dai chip PowerPC a quelli Intel.

La nomina di Ternus segnerebbe un ritorno alle origini per Apple, affidando la guida a un ingegnere profondamente legato al prodotto, dopo un decennio dominato da Cook, un maestro della logistica e delle operazioni.

La strada non sarà in discesa

Tuttavia, un cambio al vertice non segnala solo la fine di un’era, ma l’inizio di un nuovo capitolo strategico. Se Cook ha consolidato l’ecosistema Apple puntando su stabilità e ottimizzazione della catena di approvvigionamento, il suo successore erediterà sfide complesse.

La più urgente è l’intelligenza artificiale generativa, un campo in cui Apple è apparsa in ritardo rispetto ai concorrenti come Google e Microsoft. Inoltre, il prossimo CEO dovrà gestire la complessa espansione nel mercato della realtà mista con il Vision Pro, navigare una crescente pressione normativa e la concorrenza globale.

La domanda che molti si pongono è: perché Cook dovrebbe lasciare ora, con l’azienda al suo massimo storico? Proprio questo potrebbe essere il motivo. Con un fatturato record, azioni ai massimi e una roadmap di prodotti solida (che includerebbe un presunto iPhone pieghevole), Cook potrebbe scegliere di lasciare “al vertice”, assicurando una transizione ordinata piuttosto che abbandonare la nave durante una tempesta.

Per ora, Apple non ha rilasciato commenti ufficiali e i piani restano confidenziali. Ma la prossima volta che dal palco di Cupertino pronunceranno la fatidica frase “One more thing“, potrebbe non trattarsi solo di un nuovo gadget, ma di un nuovo volto al comando.