Crediti: GameSir
Il panorama del gaming su Android è in procinto di ricevere uno dei suoi aggiornamenti più significativi degli ultimi anni. Sebbene la stragrande maggioranza dei titoli per il sistema operativo di Google sia progettata per i controlli touchscreen, l’ecosistema sta rapidamente evolvendo.
L’ascesa del cloud gaming (come Xbox Cloud Gaming e GeForce NOW) e l’arrivo di nuovi form factor hardware hanno reso i controller fisici una componente sempre più centrale dell’esperienza di gioco. Fino ad oggi, però, Android ha mostrato una lacuna fondamentale: l’assenza di una mappatura nativa dei pulsanti.
Google sembra finalmente pronta a colmare questa mancanza. Indizi concreti, individuati nelle ultime build “Canary” del sistema operativo, suggeriscono che Android 17 introdurrà un framework di sistema per la rimappatura completa dei controller.
Attualmente, quando si collega un controller Bluetooth o USB a un dispositivo Android, il sistema operativo si affida a file di configurazione predefiniti per interpretare gli input.
Questi file esistono solo per i controller più popolari (come quelli di Xbox), mentre i produttori di periferiche minori sono costretti a imitare la mappatura dei brand principali per garantire la compatibilità.
Il vero problema sorge quando un utente desidera personalizzare questa mappatura. Le ragioni possono essere molteplici:
Finora, l’unica soluzione era affidarsi alle opzioni offerte dai singoli giochi (una rarità, fatta eccezione per molti emulatori) o utilizzare app di terze parti. Questi strumenti, tuttavia, utilizzano spesso metodi “artigianali” (sfruttando l’ADB o le API di accessibilità) che introducono latenza, sono inaffidabili e non funzionano uniformemente su tutti i dispositivi e giochi.
Le tracce scoperte nelle versioni di anteprima di Android svelano un approccio completamente nuovo e integrato a livello di sistema.
L’analisi del codice ha rivelato l’introduzione di una nuova autorizzazione di sistema chiamata android.permission.CONTROLLER_REMAPPING e un nuovo menu dedicato ai “Controller di gioco” all’interno delle Impostazioni del sistema operativo.
Sebbene questo menu sia attualmente vuoto, la sua esistenza suggerisce la volontà di creare un hub centrale per la gestione delle periferiche. È importante notare che, stando alle prime analisi, questa nuova autorizzazione sarà riservata alle app firmate dalla piattaforma.
Ciò significa che la personalizzazione sarà gestita direttamente dal sistema operativo (o dal produttore del dispositivo), e non da app di terze parti che cercano di modificare il comportamento del sistema.
L’innovazione più interessante scoperta nel codice è un meccanismo chiamato “Virtual Gamepad”. Questo approccio è simile a quello che Google già utilizza per funzioni come la “Connected Camera” del Pixel.
In sostanza, il sistema sarà in grado di creare una rappresentazione software di un controller fisico. Quando l’utente preme un pulsante sul controller reale, il sistema intercetta l’input, lo “traduce” secondo la mappatura personalizzata scelta dall’utente (ad esempio, trasformando “X” in “Y”) e poi “inietta” l’input modificato nel gioco, facendogli credere che provenga da un controller standard.
Questo ponte software permetterà una mappatura universale e affidabile, che funzionerà con qualsiasi titolo che supporti i controller. Lo stesso framework potrebbe, in teoria, essere utilizzato per mappare i pulsanti di un controller fisico ai controlli touch sullo schermo.
Questa funzione sarebbe rivoluzionaria per l’ecosistema Android, poiché sbloccherebbe il supporto ai controller per migliaia di giochi (inclusi titoli popolarissimi) che oggi non lo supportano nativamente e si affidano esclusivamente al tocco. Google ha già implementato sistemi di mappatura input simili su Chrome OS e su Google Play Games per PC, e vederlo arrivare nativamente su Android mobile sarebbe un enorme passo avanti.
Mancano ancora più di sei mesi al rilascio ufficiale di Android 17, e molte cose potrebbero cambiare. Tuttavia, la direzione intrapresa da Google è chiara, il gaming su controller sta diventando una priorità e l’azienda sta costruendo le fondamenta per un’esperienza utente molto più flessibile e potente.
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