Google fa marcia indietro sul sideloading: “la scelta resta nelle mani degli utenti”

APK
Crediti: Canva

Google annuncia una revisione delle sue nuove e stringenti norme sulla verifica degli sviluppatori Android, in particolare per le app distribuite al di fuori del Play Store (il cosiddetto “sideloading”).

La mossa arriva dopo settimane di intense proteste da parte della community di sviluppatori.

Il sideloading sarà ancora possibile per gli utenti più esperti

Crediti: Posta Gazetesi

Mercoledì, l’azienda ha dichiarato di aver “ascoltato il feedback” e di stare lavorando a soluzioni specifiche per power user, studenti e hobbisti, affermando che, per gli utenti esperti, “la scelta resta nelle loro mani“.

La controversia era esplosa lo scorso agosto. In quella data, Google aveva modificato radicalmente le sue policy. Sebbene l’azienda richieda da tempo la verifica dell’identità per gli sviluppatori che pubblicano sul Play Store, aveva deciso di estendere questo obbligo a tutti i programmatori Android, inclusi quelli che distribuiscono le loro app in modo indipendente tramite altri canali. Tutte le app avrebbero inoltre dovuto essere firmate digitalmente.

La motivazione ufficiale addotta da Mountain View era la sicurezza: una stretta necessaria per combattere la diffusione di malware, che, secondo l’azienda, proviene in gran parte da app scaricate da “fonti sconosciute” e sviluppate da programmatori non verificati.

Questa decisione ha però scatenato l’immediata e dura reazione della community. Al grido di “Keep Android Open” (mantenete Android aperto), molti sviluppatori hanno visto la mossa come un attacco frontale alla natura storicamente aperta dell’ecosistema Android. Le proteste sottolineavano come le nuove regole avrebbero penalizzato la sperimentazione, l’innovazione e il lavoro di piccoli sviluppatori, hobbisti e studenti, costringendoli a processi di verifica onerosi.

Google sembra aver recepito il messaggio. In un post ufficiale, Matthew Forsythe, Director of product management per la sicurezza delle app Android, ha confermato la parziale marcia indietro. “Apprezziamo l’impegno della community e abbiamo ascoltato i primi feedback“, ha scritto Forsythe, “in particolare da studenti e hobbisti che necessitano di un percorso accessibile per imparare, e dai power user che sono più a loro agio con i rischi di sicurezza“.

Forsythe ha quindi delineato due principali aree di intervento. Per i “power user“, descritti come “esperti” e disposti ad “accettare i rischi dell’installazione di software non verificato, Google sta progettando un nuovo metodo di installazione. Questo sistema renderà difficile per i truffatori ingannare gli utenti, ma includerà “avvisi chiari per garantire che gli utenti comprendano appieno i rischi coinvolti“. In ultima analisi, ha sottolineato Forsythe, “rimette la scelta nelle loro mani“.

Per studenti e hobbisti, invece, Google sta lavorando a un tipo di account dedicato che permetterà la distribuzione di app “a un numero limitato di dispositivi senza passare attraverso i requisiti di verifica completi“.

Quando arriveranno le modifiche?

Tuttavia, Google non sembra avere fretta. Riguardo al nuovo sistema per i power user, Forsythe ha dichiarato che l’azienda sta “raccogliendo i primi feedback sul design” e condividerà “maggiori dettagli nei prossimi mesi“.

Ancora più vago il destino degli account per hobbisti: Forsythe non ha fornito alcuna informazione su quando questo processo semplificato diventerà disponibile.

Il paradosso è che, mentre Google promette questi modesti allentamenti in un futuro indefinito, l’implementazione del piano originale e controverso non si è fermata.

Proprio mercoledì, in concomitanza con l’annuncio delle revisioni, Google ha iniziato ad accettare gli inviti per la verifica nell’Android Developer Console, proprio per quegli sviluppatori che distribuiscono app esclusivamente al di fuori del Play Store.