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Il tuo prossimo Xiaomi potrebbe costare di più, parola di CEO

Chi ha intenzione di acquistare un nuovo smartphone nel corso del prossimo anno potrebbe trovarsi di fronte a una sgradita sorpresa sullo scontrino.

Xiaomi, il colosso tecnologico cinese e terzo produttore mondiale di telefonia mobile, ha lanciato un chiaro avvertimento ai mercati e ai consumatori: i prezzi degli smartphone sono destinati a salire ulteriormente nel 2026.

Xiaomi, prezzi degli smartphone in aumento

Crediti: Xiaomi

L’allarme è arrivato direttamente dai vertici dell’azienda durante la conferenza di presentazione degli utili del terzo trimestre, tenutasi martedì. La causa principale di questi rincari non è da ricercarsi in strategie di marketing, bensì in una complessa dinamica della catena di approvvigionamento globale: l’impennata dei costi dei chip di memoria.

Il presidente di Xiaomi, Lu Weibing, non ha usato mezzi termini nel descrivere lo scenario futuro. “Prevedo che la pressione sui costi sarà molto più pesante l’anno prossimo rispetto a quest’anno“, ha dichiarato Lu ai giornalisti. La radice del problema risiede nella frenetica corsa all’oro dell’intelligenza artificiale.

La domanda globale di chip di memoria sta infatti esplodendo, trainata dalla necessità di alimentare i server dedicati all’IA e i data center che le grandi aziende stanno costruendo a ritmi serrati.

I principali produttori di semiconduttori, come Samsung, stanno rapidamente convertendo le proprie linee produttive per favorire le memorie ad alta larghezza di banda (HBM), essenziali per l’IA, a discapito della produzione di chip standard utilizzati nei dispositivi mobili. Questa contrazione dell’offerta, a fronte di una domanda stabile, sta inevitabilmente spingendo i prezzi verso l’alto.

Nel complesso, è probabile che i consumatori assistano a un aumento considerevole dei prezzi al dettaglio dei prodotti“, ha aggiunto Lu, precisando che “parte della pressione dovrà essere affrontata attraverso rincari, ma l’aumento dei prezzi da solo non sarà sufficiente per assorbire tutto l’impatto“.

Un’anticipazione di questa tendenza si è già vista con il recente lancio del Redmi K90, dove alcuni consumatori hanno già espresso disappunto per il posizionamento di prezzo.

Altre informazioni interessanti dalla trimestrale

Nonostante le nubi all’orizzonte per quanto riguarda i prezzi di listino, Xiaomi ha chiuso il terzo trimestre con risultati finanziari solidi, seppur misti. L’utile netto rettificato è balzato dell’80,9% su base annua, raggiungendo gli 11,3 miliardi di yuan, superando le stime degli analisti che si fermavano a 10,3 miliardi.

Tuttavia, i ricavi totali, pur crescendo del 22,3% a 113,1 miliardi di yuan, non hanno raggiunto le aspettative di mercato (fissate a 116,5 miliardi). Sul fronte delle vendite pure, Xiaomi mantiene saldamente il podio globale: secondo i dati della società di ricerca Omdia citati nel report, l’azienda ha spedito 43,3 milioni di smartphone nel trimestre (+0,5% annuo), confermandosi al terzo posto nel mondo con una quota di mercato del 13,6%.

Se il mercato smartphone deve affrontare le sfide della componentistica, la divisione veicoli elettrici (EV) di Xiaomi sta iniziando a dare i suoi frutti, trasformandosi da scommessa costosa a business redditizio.

Le nuove iniziative del gruppo, che comprendono EV e IA, hanno rappresentato il 25% del fatturato totale. Un dato storico è stato raggiunto proprio nel trimestre di settembre: il segmento EV e nuove iniziative ha registrato per la prima volta un utile operativo di 700 milioni di yuan, segnando un punto di svolta fondamentale per la strategia di diversificazione del brand.

Il business delle auto elettriche ha generato ricavi per 28,3 miliardi di yuan, in netta crescita rispetto ai 20,6 miliardi del secondo trimestre. Xiaomi ha consegnato ben 108.796 veicoli nel periodo, grazie anche all’inizio delle spedizioni del suo secondo modello, il SUV elettrico YU7, lanciato a giugno.

Nonostante i successi nel settore automotive e la crescita degli utili, il mercato azionario ha reagito con cautela alle notizie sui ricavi mancati e sui futuri costi dei componenti: le azioni Xiaomi quotate a Hong Kong hanno chiuso in calo del 2,81%, pur mantenendo un guadagno complessivo del 18,2% dall’inizio dell’anno.

Xiaomi si sta quindi evolvendo con successo in un colosso della mobilità elettrica, ma per chi cerca il classico smartphone “best buy”, potrebbe essere necessario prepararsi a spendere qualcosa in più.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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