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Come va il nuovo chip Apple N1? Ookla ha comparato gli iPhone 17 ai flagship Android

Il 2025 si sta configurando come l’anno della connettività Wi-Fi per il mercato degli smartphone. Al centro dell’attenzione c’è l’ultima scommessa di Cupertino: il chip Apple N1, il primo processore di rete proprietario del brand che ha debuttato sulla famiglia iPhone 17 sostituendo le storiche soluzioni Broadcom.

Ma come si comporta questa nuova soluzione “fatta in casa” rispetto alla concorrenza Android sempre più agguerrita? Un nuovo rapporto di Ookla, basato sui dati di Speedtest Intelligence, ha messo a confronto l’iPhone 17 con i pesi massimi del panorama Android, tra cui il Pixel 10 Pro, lo Xiaomi 15T Pro e il Samsung Galaxy S25.

I risultati dipingono un quadro sfumato, dove la velocità pura non è l’unico metro di giudizio.

Ookla ha messo a confronto gli iPhone 17 con i flagship Android: chi ha il miglior Wi-Fi?

Secondo i dati raccolti nelle sei settimane successive al lancio dell’iPhone 17, Google ha segnato un punto importante a favore del campo Android. Il Pixel 10 Pro si è aggiudicato il titolo di smartphone con la velocità mediana di download Wi-Fi più alta a livello globale, raggiungendo i 335,33 Mbps.

La famiglia iPhone 17, tuttavia, non è rimasta a guardare. Nonostante sia alla prima iterazione del suo chip proprietario, Apple ha registrato una velocità mediana di 329,56 Mbps. Si tratta di un margine estremamente ridotto, che dimostra come il chip N1 sia già competitivo ai massimi livelli, pur non avendo conquistato il gradino più alto del podio in termini di velocità di picco mediana.

Se Google vince sulla velocità pura mediana, Apple ribalta la situazione quando si parla di consistenza del segnale. Ookla ha analizzato il 10° percentile (ovvero le prestazioni nello scenario “peggiore”, quando la rete è congestionata o il segnale è debole). In questo contesto, l’iPhone 17 domina globalmente con 56,08 Mbps, superando i 53,25 Mbps del Pixel 10 Pro.

Questo dato suggerisce che il chip N1 è stato ingegnerizzato con un occhio di riguardo verso l’affidabilità: garantisce una connessione più solida quando le condizioni Wi-Fi sono difficili.

Inoltre, il confronto con il passato è impietoso per i vecchi modelli: rispetto alla famiglia iPhone 16 (basata su chip Broadcom), i nuovi iPhone 17 con chip N1 hanno mostrato un miglioramento delle prestazioni di download e upload fino al 40%. Un salto generazionale netto che giustifica l’investimento di Apple nel silicio proprietario.

L’ingresso di Apple nel mondo dei chip di rete con l’N1 è quindi un successo tecnico: ha quasi eguagliato il miglior Android in velocità pura e lo ha superato in stabilità, offrendo un upgrade massiccio rispetto all’iPhone 16.

Tuttavia, il panorama Android rimane estremamente competitivo, con Google che primeggia nella velocità mediana e Xiaomi che stabilisce i record per le prestazioni di picco grazie all’ecosistema MediaTek.

Xiaomi e MediaTek mostrano i muscoli

Mentre Apple e Google si contendevano la leadership nell’uso quotidiano, lo Xiaomi 15T Pro si è rivelato la vera sorpresa per gli amanti delle prestazioni estreme. Equipaggiato con un chip Wi-Fi MediaTek, il flagship cinese ha dominato nelle condizioni ideali.

Quando la rete lo permette, lo Xiaomi 15T Pro è in grado di scatenare una potenza bruta impressionante, raggiungendo un picco di download di 887,25 Mbps.

Non solo: il dispositivo ha registrato le migliori prestazioni in upload su tutti i livelli di test e ha offerto la latenza più bassa misurata (15ms), garantendo l’esperienza più reattiva in assoluto per il gaming e le videochiamate.

I 6GHz e le scelte dei produttori

Il report di Ookla evidenzia anche come le scelte hardware influenzino drasticamente le prestazioni regionali.

Pur non vincendo nella velocità globale, il Samsung Galaxy S25 Ultra domina in Nord America per l’adozione della banda a 6GHz (utilizzata in oltre il 20% dei test), offrendo latenze bassissime (6ms).

La “scelta forzata” di una soluzione proprietaria che non supporta la banda a 6GHz ha penalizzato pesantemente il Huawei Pura 80 Ultra. Senza l’accesso a queste frequenze, le prestazioni di picco crollano, sebbene il dispositivo rimanga molto competitivo sulle reti tradizionali Wi-Fi 6, specialmente nel sud-est asiatico.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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