Crediti: Google
La nuova campagna pubblicitaria legata al film “Wicked” ribadisce la narrazione di Mountain View: il Pixel è l’innovatore, l’iPhone il follower. Ma dietro l’ironia musicale si nasconde una mossa tecnica ben più aggressiva sull’interoperabilità.
La saga “BestPhonesForever” continua, e questa volta Google ha deciso di trasformare la sua incessante campagna di marketing in un musical.
Sfruttando l’onda mediatica del lancio cinematografico di Wicked, il colosso di Mountain View ha rilasciato un nuovo spot che vede protagonisti, ancora una volta, un Google Pixel e un iPhone in versione antropomorfa. Sebbene il tono rimanga scherzoso e incentrato su una presunta amicizia tra i due dispositivi, il messaggio sotteso è tagliente: Google innova, Apple osserva e, infine, copia.
Nello spot assistiamo a un iPhone che letteralmente adula il compagno Pixel, intonando le note della celebre canzone “For Good” tratta dal musical. Il testo della parodia non lascia spazio a interpretazioni ambigue. L’iPhone canta: “Oh Pixel, sono così fortunato ad avere un amico come te. Mi hai sempre ispirato! Fai le cose per primo e mi mostri la strada“.
Google elenca esplicitamente le funzionalità dove rivendica la primogenitura tecnologica: Call Screen per filtrare le chiamate indesiderate, la capacità di rimuovere oggetti indesiderati dalle foto (l’ormai celebre Gomma Magica) e, soprattutto, lo sviluppo di un assistente AI con cui è possibile avere conversazioni reali. La pubblicità si chiude suggerendo che, senza la guida del Pixel, l’iPhone non sarebbe il dispositivo che è oggi.
Dal lancio della campagna nel 2023, Google ha prodotto oltre 30 episodi di questa serie. La strategia è chiara: umanizzare il Pixel e posizionarlo non come un’alternativa economica, ma come il leader tecnologico che l’iPhone “guarda dal basso verso l’alto“. Tuttavia, per quanto divertenti, questi spot spesso mancano di dettagli tecnici specifici sui nuovi hardware, affidandosi quasi interamente alla narrazione del brand.
Se lo spot pubblicitario gioca sulla retorica dell’amicizia, la vera notizia tecnica degli ultimi giorni dimostra che Google è pronta a forzare questa “amicizia” anche a livello software, senza chiedere il permesso a Cupertino.
Parallelamente alla campagna marketing, Google ha aggiornato il suo protocollo Quick Share rendendolo compatibile per l’invio e la ricezione di file con AirDrop di Apple. Questo sviluppo è tecnicamente sorprendente: Google non ha collaborato con Apple. Gli ingegneri di Mountain View hanno lavorato in autonomia, presumibilmente effettuando un complesso lavoro di reverse engineering sul protocollo proprietario della Mela.
Al momento, questa funzionalità rivoluzionaria risulta essere un’esclusiva della serie Pixel 10, ma Google ha già confermato l’intenzione di estenderla ad altri smartphone Android in futuro. Questa mossa abbatte uno dei muri più alti del “Walled Garden” di Apple: la difficoltà di trasferire file pesanti tra i due ecosistemi in modo rapido e senza compressione.
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