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Recensione Nubia Z80 Ultra: enorme potenziale azzoppato da un software non all’altezza

Il Nubia Z80 Ultra si distingue principalmente per il suo display privo di notch o fori, grazie all’adozione della tecnologia UDC (Under-Display Camera). Questa scelta di design mira a offrire un’esperienza visiva senza interruzioni, specialmente nel consumo di contenuti multimediali e nel gaming.

A livello di specifiche, il dispositivo è equipaggiato con componenti da top di gamma: il processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, una batteria da gigantesca e un sistema di fotocamere posteriori che utilizza un’ottica primaria da 35mm, divergendo dallo standard.

Per quanto possa sembrare un prodotto quasi senza compromessi, però, nei giorni di prova è emerso come lo Z80 Ultra sia un dispositivo costruito su trade-off ben precisi.

Recensione Nubia Z80 Ultra: hardware fenomenale, software da rivedere

Design e materiali

Non ci sono mezzi termini, è un telefono grande, con i suoi 164,5 x 77,2 x 8,6 mm, e pesante. I 227 grammi si sentono tutti ma, se posso azzardarmi, in modo positivo: è un dispositivo denso, solido, che comunica un senso di sostanza.

Tuttavia, nonostante le dimensioni, la leggerissima curvatura del frame in alluminio e del vetro posteriore opaco aiuta la presa molto più di quanto farebbero dei bordi piatti e taglienti. Non lo definirei “comodo”, ma “sicuro”. È un dispositivo che richiede una presa salda, e il suo stesso peso contribuisce a stabilizzarlo nella mano.

Esteticamente, Nubia prosegue con il suo design definito dal brand stesso “retro camera“. Il blocco fotografico posteriore, sebbene ampio, è stato ridotto e ingentilito nei profili rispetto ai modelli precedenti.

A livello di estetica generale, lo smartphone nella colorazione nera da me ricevuta è abbastanza originale senza però risultare eccessivo. L’anello rosso attorno alla fotocamera principale rimane un segno distintivo del brand mentre il vetro posteriore opaco offre una buona resistenza alle impronte.

Un punto di forza del design è la presenza di tasti fisici, Nubia ha fatto di tutto per rinforzare l’anima fotografica dello smartphone. Sul lato destro, posizionato perfettamente sotto il dito indice quando si tiene il telefono in orizzontale, c’è un pulsante di scatto a doppia corsa.

È molto comodo da usare ed è simile alle soluzioni per anni adottate da Sony per i suoi Xperia: è ben calibrato sulle distanze, permettendo una leggera pressione affidabile per la messa a fuoco e l’esposizione, seguita da una pressione completa e decisa per lo scatto.

Sul lato sinistro, troviamo un altro elemento che in molti apprezzano e che OnePlus ha deciso di eliminare: uno slider fisico personalizzabile.

Fortunatamente, Nubia ha ascoltato i feedback e, a differenza dei modelli precedenti che lanciavano forzatamente l’app fotocamera, questo slider ora gestisce di default le modalità audio (silenzioso e vibrazione/suoneria). È una scelta infinitamente più sensata e utile nell’uso quotidiano, avendo già un pulsante dedicato alla fotocamera.

Infine, parliamo di durabilità. Nubia Z80 Ultra non si accontenta della solita certificazione IP68 per l’immersione in acqua. Possiede anche la certificazione IP69, che garantisce protezione contro getti d’acqua ad alta pressione e alta temperatura.

Display

Il display è l’elemento distintivo dei prodotti Nubia/RedMagic. In questo caso si tratta di un pannello BOE X10 da 6,85 pollici. L’assenza di notch o fori grazie alla tecnologia UDC è uno dei principali vanti del dispositivo, offrendo una superficie di visualizzazione senza interruzioni per video e giochi.

Tecnicamente, il pannello è eccellente. La risoluzione 1,5K (2688×1216 pixel) offre una densità di pixel elevatissima, rendendo testi e immagini molto nitidi. La fluidità è garantita da un refresh rate di 144 Hz, mentre la reattività nei giochi è portata all’estremo da un campionamento del tocco a 3000 Hz. È uno schermo veloce, fluido e preciso.

Per quanto riguarda la luminosità, i dati dichiarati da Nubia indicano 2000 nit di picco. Non si tratta di valori da record, ma nell’uso pratico lo schermo risulta leggibile anche sotto luce solare diretta.

L’unico appunto che posso fare è che, di default, la calibrazione tende a saturare un po’ troppo i colori, di fatto non sfruttando al 100% la qualità e la precisione del pannello scelto. Questa discrepanza tra hardware e software, come vedrete, sarà un tema ricorrente di questa recensione.

Sotto il display è alloggiato un nuovo lettore di impronte digitali a ultrasuoni. Questo sensore si è dimostrato estremamente rapido e preciso, con un tasso di successo elevato anche con dita non perfettamente pulite o asciutte, rappresentando un netto miglioramento rispetto ai sensori ottici del passato.

Hardware e prestazioni

Nubia Z80 Ultra monta il SoC più potente disponibile oggi sul mercato Android: lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, affiancato da un arsenale di supporto altrettanto impressionante: memorie RAM LPDDR5X (con tagli che arrivano fino a ben 24GB) e storage UFS 4.1 ultra-veloce (fino a 1TB).

La connettività è completa e comprende il Wi-Fi 7, il Bluetooth 6.0, l’NFC e la possibilità di utilizzare due SIM in 5G, sebbene manchi il supporto eSIM. Non manca invece un LED IR per il controllo delle apparecchiature compatibili.

Ma i numeri da soli, come spesso accade, non raccontano tutta la storia. La vera domanda è come si traduce questa potenza nell’uso quotidiano e, soprattutto, nel gaming?

Grazie al CUBE Gaming Engine, un software di ottimizzazione ereditato direttamente dalla linea di smartphone da gaming RedMagic, l’esperienza è di altissimo livello. Ho provato titoli estremamente esigenti come Diablo: Immortal e Genshin Impact con tutte le impostazioni grafiche al massimo e lo smartphone non ha fatto una piega. Ha mantenuto framerate elevatissimi a qualità Ultra, senza il minimo sforzo apparente, rendendo ogni sessione di gioco fluida e reattiva.

L’argomento su cui voglio però concentrarmi di più è quello della gestione del calore. Durante i miei test, ho riscontrato dati che, a prima vista, sembravano contraddittori, ma che in realtà rivelano una carenza specifica.

Se si sottopone lo Z80 Ultra a stress test sintetici e prolungati (come quelli di 3DMark) lo smartphone va in difficoltà. Il corpo del dispositivo, specialmente attorno al frame metallico e al modulo fotocamera, diventa abbastanza caldo da essere quasi impossibile da tenere in mano. In questi scenari estremi e artificiali, il cosiddetto “thermal throttling” che ne consegue è quindi inevitabile.

Tuttavia, e questa è un’informazione cruciale, non appena ho chiuso i benchmark e ho avviato sessioni di gioco reali, anche di un’ora o più, lo scenario è cambiato radicalmente. Durante le mie partite a Genshin Impact e Call of Duty: Mobile, lo smartphone non si è scaldato affatto. Il sistema di raffreddamento, un’enorme camera di vapore, ha fatto un lavoro eccellente nel gestire il calore generato.

Come si spiega questa contraddizione? È semplice. Il Nubia Z80 Ultra monta un chip che non viene assolutamente messo sotto sforzo da questi titoli, garantendo prestazioni ottimali con discreto margine di potenza residuo. I problemi sorgono quando si scatena al 100% il potenziale di Snapdragon 8 Elite Gen 5 per un tempo prolungato.

Complice un software che sembra non gestire in maniera efficiente l’ultimo processore di Qualcomm (ne parlo in maniera più dettagliata nella sezione batteria), la camera di vapore satura ed il calore viene scaricato sulla restante massa del dispositivo.

Per il 99% degli utenti, questo significa che lo Z80 Ultra offre oggi prestazioni da top di gamma assoluto, capaci di gestire qualsiasi app o gioco senza mai surriscaldarsi o perdere fotogrammi. I problemi riaffioreranno in futuro, quando i giochi richiederanno più potenza di calcolo, o per l’1% che utilizza emulatori in grado di spremere sia la CPU Oryon che la GPU Adreno.

Questo comportamento, a mio parere e viste le prove fatte su altri dispositivi con lo stesso chip, potrebbe essere risolto con degli aggiornamenti. Come anche il nome sbagliato del chip nelle Impostazioni

Il problema è che Nubia non ha la migliore reputazione per il rilascio aggiornamenti sostanziali in modo tempestivo.

Batteria e ricarica

Questo è, sulla carta, uno dei principali punti di forza dello Z80 Ultra. Il dispositivo monta una batteria da 7200 mAh, resa possibile dall’uso della tecnologia al silicio carbonio che permette una maggiore densità energetica.

Nell’uso reale, però, l’autonomia non tocca i livelli da me sperati. Sebbene si possano raggiungere senza troppo sforzo le due giornate di utilizzo, il Nubia Z80 Ultra sembra consumare generalmente di più rispetto ad altri prodotti simili. Soprattutto sotto sforzo, ma anche nell’utilizzo più leggero anche se in minore misura, sembra che il software non riesca ad utilizzare il SoC nel modo più efficiente.

Questa mia intuizione dei primi giorni è stata confermata dal test eseguito con il benchmark PCMark Work 3.0 Battery, che ha restituito un risultato di 11 ore e 36 minuti. Decisamente lontano dalle 24 ore di Oppo Find X9 Pro e molto più vicino alle circa 10 ore di Nubia Z70 Ultra che montava una batteria decisamente più piccola ed un chip meno efficiente.

Il sistema di ricarica è stato aggiornato e supporta la ricarica rapida cablata a 80 W. La novità più rilevante è l’aggiunta della ricarica wireless, precedentemente assente, che raggiunge anch’essa la velocità di 80W (se si utilizza il caricatore wireless proprietario).

Un altro cambiamento da segnalare in questo comparto è la decisione di rimuovere il caricabatterie dalla confezione. Poiché la ricarica rapida a 80W/90W richiede almeno un alimentatore con standard PD 3.0, l’utente dovrà acquistarlo separatamente per sfruttare la massima velocità.

Fotocamere

Il comparto fotografico posteriore è ciò su cui l’azienda punta di più per questo Nubia Z80 Ultra, la sua anima. E questa anima ha una lunghezza focale ben precisa.

Nubia ha costruito l’intero sistema attorno alla sua fotocamera principale: utilizza un eccellente sensore Light & Shadow Master 990 da 50MP e 1/1,3″ (OmniVision OV990, lo stesso di Nubia Z70s Ultra) stabilizzato otticamente (OIS), con ottica da 35mm. L’azienda la definisce “l’Occhio Umanista“. Rispetto ai sensori principali da 24mm o 26mm che sono diventati lo standard del settore, la scelta dei 35mm è filosofica.

Perché 35mm? È considerata la “lunghezza focale d’oro” per la fotografia di strada e documentaristica. È un’ottica che “vede come l’occhio umano”, offrendo una prospettiva più naturale, libera dalla distorsione tipica dei grandangoli. Produce un isolamento del soggetto più morbido e professionale, con uno stacco dallo sfondo (bokeh) che appare meno artificiale e più cinematografico.

Nella pratica, scattare con questo sensore principale è molto divertente per chi è appassionato di fotografia. La prospettiva più intima costringe a pensare di più allo scatto, ad avvicinarsi o allontanarsi dal soggetto invece di affidarsi pigramente allo zoom digitale. È un’esperienza fotografica più ponderata e, oserei dire, più gratificante.

Il software di elaborazione delle immagini potrebbe essere migliore, tende a saturare i colori, a tenere tempi di esposizione un po’ alti (con conseguenti luci bruciate o soggetti mossi) e ad applicare una riduzione del rumore eccessiva, con una coerenza dei colori tra scatti successivi che spesso viene a mancare.

Detto questo, quando azzecca le impostazioni di scatto (o quando lo si utilizza in manuale) produce potenzialmente fotografie davvero degne di nota. L’hardware c’è, è il software che non tiene il passo.

Da notare che rispetto al modello dello scorso anno si passa da un’apertura variabile ad una lente fissa f/1.7.

Il sensore principale è affiancato da due lenti ausiliarie altrettanto capaci. La prima è un ultra-grandangolo da 50MP con un’ottica da 18mm (lenti con apertura migliorata rispetto lo scorso anno, ora f/1.8), che offre un campo visivo ampio e cattura scatti buoni, anche se ho notato una leggera perdita di dettaglio ai bordi e una saturazione dei colori ancora un po’ più spinta rispetto al sensore principale. Funziona anche come un eccellente obiettivo macro capace di mettere a fuoco a 5,5 cm di distanza.

Il secondo è un teleobiettivo periscopico da 64MP, anch’esso con OIS, che offre una lunghezza focale di 85mm (circa 2,4x di ingrandimento ottico rispetto al sensore principale). Questo obiettivo – invariato dallo scorso anno – è ottimo per i ritratti, con una buona compressione dello sfondo e dettagli nitidi. Le immagini prodotte dall’85mm tendono ad avere colori leggermente più caldi e, a volte, un’esposizione leggermente più scura rispetto a quelle del sensore principale. È un’incoerenza minore, ma presente.

Alcuni piccoli appunti sull’interfaccia utente dell’app Fotocamera: Nubia insiste con la sua terminologia da “pro”, mostrando le lunghezze focali (18mm, 35mm, 85mm) invece dei più intuitivi moltiplicatori (0.5x, 1x, 2.4x). Può risultare pretenziosa all’inizio, ma è un dettaglio minore che si allinea con la filosofia “da fotografo” del dispositivo. Non commenterò le traduzioni dei nomi delle varie modalità, vi lascerò scoprire cosa intendo da soli osservando gli screenshot.

Il compromesso principale di questo comparto è la fotocamera UDC da 16 MP nascosta sotto il display. Sebbene l’apertura delle lenti sia migliorata rispetto allo scorso anno (ora è una f/2.0), le prestazioni di questo sensore sono semplicemente scadenti. Le immagini prodotte sono morbide, eccessivamente processate e con un basso livello di dettaglio. Di fatto, la fotocamera frontale è inadatta per chi scatta molti selfie o necessita di videochiamate di alta qualità.

Se il comparto fotografico, nelle mani giuste, può dare soddisfazione, quello video è purtroppo il secondo grande punto debole di questo camera phone dopo la fotocamera frontale. Nonostante la capacità di registrare fino in 8K, i risultati sono deludenti. Anche scendendo al più pratico 4K a 60fps, la qualità non è all’altezza dei concorrenti.

La stabilizzazione ottica ed elettronica non è così buona, lasciando passare troppe vibrazioni. Peggio ancora, nelle scene complesse o con poca luce, sono chiaramente visibili rumore e artefatti digitali. Sotto questo aspetto, lo Z80 Ultra non può competere con competitor del calibro di Apple, Samsung o Google, tantomeno con gli eccellenti Oppo, Xiaomi e Vivo degli ultimi due anni.

Software

Il Nubia Z80 Ultra gira sull’interfaccia MyOS 16, anche se un banner nella schermata di aggiornamento lo indica come Nebula AIOS 2.0. Indipendente dal nome, si tratta della personalizzazione di Nubia basata su Android 16.

La mia esperienza con questo software, purtroppo, è stata un continuo saliscendi di apprezzamento e frustrazione. E non è la prima volta che devo scrivere queste parole parlando di un prodotto del brand.

Da un lato, l’interfaccia è pulita e facile da usare, il bloatware è minimo e il sistema è generalmente scattante, come ci si aspetterebbe da un hardware simile. La navigazione è fluida e le impostazioni principali non sono state stravolte eccessivamente.

Dall’altro lato, però, l’ho trovato eccessivamente congestionato in molti aspetti, è come se provasse a copiare un po’ tutti senza però decidersi su una direzione. Ma il peccato più grande, la decisione di design più fastidiosa, è la rimozione del feed di Google Discover (la schermata a sinistra della home) per sostituirlo con la cosiddetta Z-board. È, senza mezzi termini, orribile.

Si tratta di un aggregatore di app consigliate, widget inutili e notizie trash. È una fonte costante di fastidio che peggiora l’esperienza d’uso quotidiana. Si può disattivare ma non sostituire con Discover, come invece era possibile su modelli passati.

Infine, mia lamentela da almeno un lustro a questa parte, il software Nubia è costellato di traduzioni mancanti, sbagliate e, in alcuni casi, esilaranti. C’è spesso mancanza di coerenza con i font (alcune voci nelle impostazioni sono scritte tutte maiuscole, altre no) e tra le varie schermate della UI (come per esempio le pagine Sicurezza, Emergenze e quella dedicata all’IA che sembrano prese da un altro sistema operativo e incollate senza modifiche).

Non c’è nulla che vi impedisca di utilizzare lo smartphone e le sue funzioni. È solo molto frustrante constatare che l’azienda non ha alcuna intenzione di sistemare questi errori che si porta appresso da molti anni. Cara Nubia, se non vuoi pagare un team di traduttori ti sistemo io le stringhe in un weekend, ma fai qualcosa!

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è la parola d’ordine, l’approccio di Nubia è sorprendentemente timido. Le funzioni IA integrate sono sparse, per non dire minimali. Troviamo le integrazioni di base di Google Gemini per l’assistente vocale, un traduttore in tempo reale per le chiamate e le funzionalità di Google Lens.

Non c’è nulla di proprietario, nulla di rivoluzionario, nulla che si avvicini alle suite di editing fotografico o di assistenza proattiva viste su altri dispositivi. Per alcuni questo può essere un “plus”, per altri no: sta a voi decidere.

Tuttavia, il vero, enorme problema del software Nubia non è la Z-board, la traduzione approssimativa o la mancanza di IA. È il futuro. Nubia promette solo tre anni di supporto software per lo Z80 Ultra.

Questa è una debolezza fatale che, a mio parere, crea una profonda dissonanza. Nubia ha costruito uno smartphone con un hardware palesemente progettato per durare ed essere adeguato per tantissimi anni. È un hardware “a prova di futuro”, sebbene questo non mi sia mai piaciuto come termine.

Eppure, la politica di aggiornamento garantisce che questo dispositivo diventerà obsoleto e, cosa più grave, insicuro molto prima che l’hardware mostri il minimo segno di cedimento.

L’hardware dello Z80 Ultra è impressionante ma la poca cura del marchio per il suo software non gli permette di esprimere il suo vero potenziale al 100%. Se siete pronti a vivere con un’esperienza software non ottimale, Z80 Ultra funziona alla grande (per ora). Ma è giusto tenere a mente che i top di gamma di brand più blasonati sono diverse spanne più in alto.

Prezzo e considerazioni finali

Il Nubia Z80 Ultra è uno smartphone dalla doppia anima. È un dispositivo fatto di estremi, un capolavoro di ingegneria in alcuni settori e una delusione cocente in altri.

Questo smartphone è forse la “strada più economica” per possedere il chip top di gamma del 2025, e in alcune aree chiave come la batteria e il display offre un’esperienza superiore agli altri dispositivi che costano meno della metà di un Samsung Galaxy S25 Ultra. Ma è un flagship e, come tale, non avrebbe dovuto sacrificare l’esperienza utente per raggiungere l’obbiettivo.

E qui entra in gioco il fattore decisivo: il prezzo. Il Nubia Z80 Ultra è disponibile in Italia dal 6 novembre 2025. I prezzi di listino ufficiali sono di una competitività quasi spietata:

  • 12 GB + 256 GB (Black): 649 €
  • 16 GB + 512 GB (Black / White): 799 €
  • 16 GB + 512 GB (Blue – Starry Night Edition): 829 €
  • 16 GB + 1 TB (Black): 899 €

Come se non bastasse, al lancio è disponibile un’offerta “Early Bird” sullo store ufficiale con uno sconto di 20 €, valida fino al 2 dicembre, che porta il prezzo d’ingresso a soli 629 €. Questo prezzo è la chiave di lettura di tutto il dispositivo. È ciò che giustifica, o almeno contestualizza, quasi ogni singolo compromesso.

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629€
Scaduto il: 02-12-2025

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Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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