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Recensione Oakley Meta Vanguard: i tuoi allenamenti, social come non mai

Voglio essere sincero con voi: la categoria degli “smart glasses” è un cimitero di buone intenzioni, a partire dalla nascita dei primi Google Glasses. Da anni ci viene promesso un futuro da film di fantascienza, ma ci siamo ritrovati con gadget ingombranti, batterie deludenti e, soprattutto, una domanda fondamentale rimasta senza risposta, cioè a cosa servono davvero?

E se la maggior parte di questi dispositivi ha cercato di indossare i panni di un computer sempre indossato in faccia, fallendo per numerosi motivi, con i Vanguard, Meta e Oakley hanno scelto una strada diversa, quasi controintuitiva. La loro mossa più intelligente è stata rimuovere l’elemento “smart” più ovvio: il display. Niente realtà aumentata e niente notifiche fluttuanti. I Vanguard si concentrano su tre punti fondamentali, ossia essere occhiali da sole sportivi di alto livello (e qui entra in gioco Oakley), possedere un sistema audio open-ear e un’action cam sempre pronta, con il supporto di Meta. Il risultato è un prodotto che, sulla carta, smette di essere un gadget e punta a diventare uno strumento. Non vi spoilero altro.

Recensione Oakley Meta Vanguard

Design e comfort d’utilizzo

Appena presi in mano, è chiaro che a curare il design non ci sia un’azienda di tecnologia che di occhiali non ci capisce nulla, ma qualcuno che di design ne ha realizzati (e venduti) a migliaia. I Vanguard sono in tutto e per tutto degli occhiali sportivi Oakley, e come tali li definirei aggressivi, avvolgenti e pensati per l’azione; non sono assolutamente occhiali che cercano di mimetizzarsi come un prodotto “normale” e questa è una scelta vincente. Il peso di 66 grammi si fa notare rispetto a un occhiale standard, ma la distribuzione è così ben bilanciata che sparisce una volta indossato.

La montatura è disponibile in due colorazioni principali, ma la vera protagonista è l’enorme lente-maschera. Oakley mette a disposizione quattro diverse lenti intercambiabili con la sua rinomata tecnologia Prizm, ognuna ottimizzata per esaltare i contrasti in specifiche condizioni di luce (ad esempio, Prizm Road per l’asfalto o Prizm Trail per i sentieri). Questa lente unica non solo definisce il look aggressivo, ma offre una protezione totale dal vento e un campo visivo periferico quasi illimitato, privo delle interruzioni della montatura. C’è però un’assenza pesante, che ad esempio ha limitato anche un po’ la mia esperienza di utilizzo; da portatore di occhiali da vista che non utilizza lenti ma solo occhiali fisici, ho trovato deludente l’assenza di opzioni per lenti graduate in fase d’acquisto, che costringono gli utilizzatori ad usare lenti.

Il vero punto di forza, però, è la stabilità. Grazie al design a tre punti di appoggio e ai diversi naselli in silicone presenti in confezione, i Vanguard restano letteralmente “incollati” al viso. Li ho testati in diverse circostanze, ho provato a fare qualche salto, qualche corsa e persino un giro in monopattino, e mai si è sentita la necessità di aggiustarli sul volto, nonostante io ci abbia anche un po’ sudato. La certificazione IP67, inoltre, li rende immuni a pioggia, polvere e sudore, un requisito minimo per un dispositivo pensato per lo sport, ma neanche tanto scontato, se ci pensate.

Sul fronte dei controlli, Meta ha optato per un approccio ibrido. Sotto l’asta destra troviamo due pulsanti fisici: uno per scattare foto (pressione singola) o avviare video (pressione lunga), l’altro personalizzabile tramite l’app per smartphone, una scelta giusta ed efficace, che rende di fatto i tasti precisi, facili da trovare al tatto e utilizzabili anche con i guanti. L’asta laterale integra anche un touchpad per il volume (swipe) e la musica (doppio tocco). Ad esempio questo touchpad l’ho trovato meno impeccabile; talvolta può risultare troppo sensibile e potrebbe partire la musica per sbaglio semplicemente impugnando l’asta per togliere e mettere gli occhiali. Peccato.

Fotocamera, audio e controlli

L’anima di questi occhiali viene fuori, ovviamente, quando si smette di pensare agli “occhiali in sè”. C’è una fotocamera da 12MP che è posizionata al centro, sul ponte nasale, una scelta che trovo decisamente geniale, a differenza di altre soluzioni montate lateralmente (vedi i Rayban Meta), poichè i Vanguard catturano un vero POV (Point of View), esattamente dove stiamo guardando. La qualità è sorprendentemente alta: i video in 3K (o 1080p a 60fps) sono nitidi, ben stabilizzati elettronicamente e pronti per essere condivisi.

Chiaramente, non sostituisce una GoPro o una Insta360 per un’intera giornata di riprese, anche perché i video sono limitati a un massimo di 5 minuti per clip, ma per catturare un momento saliente durante l’allenamento, o qualsiasi altro contesto, reputo questa integrazione assolutamente imbattibile. A questo aggiungete anche che l’attivazione è istantanea, tramite comando vocale (“Hey Meta, avvia video”) o con la pressione del pulsante fisico, che resta la scelta migliore nel pieno dell’azione, oltre che la più immediata.

A proposito di audio, invece, i Vanguard usano piccoli speaker direzionali nelle aste, e non una conduzione ossea come mi sarei aspettato di trovare. Il beneficio, rispetto alla conduzione ossea, risiede nel volume incredibilmente alto tanto da riuscire a sentire musica e podcast anche ad alta velocità senza problemi.

Se da un lato la qualità audio è buona per la musica e ottima per le chiamate (grazie ai 5 microfoni che filtrano il vento), dall’altro il concetto di “open-ear” perde un po’ di significato. A volume sostenuto, i Vanguard isolano dai rumori esterni quasi quanto delle cuffiette, pur non entrando direttamente a contatto con il canale uditivo dell’orecchio. Per un ciclista che deve sentire il traffico, questo è un potenziale rischio per la sicurezza, parzialmente risolvibile impostando un volume leggermente più basso.

Ultimi, ma non per importanza, sono i controlli presenti a bordo; oltre ai già citati pulsanti fisici, per me impareggiabili, e al touchpad laterale (troppo sensibile), il vero controllo “smart” è il comando vocale. L’assistente “Hey Meta” è il perno dell’esperienza: permette di scattare foto, avviare video, gestire la musica, fare chiamate e, soprattutto, interagire con l’AI.

Meta dichiara un funzionamento ottimale fino a 50 km/h, ma all’atto pratico superati i 30-35 km/h, il rumore del vento rende il riconoscimento vocale molto meno affidabile. Pazienza, personalmente l’ho usato più quando ero a piedi o di corsa, che durante la camminata in bici.

Esperienza sul campo, integrazione AI e Fitness

Contrariamente ogni aspettativa, e soprattutto contrariamente a quella che era la mia apertura di questa recensione, posso dirvi con certezza che la caratteristica vincente di questi Vanguard di Oakley e Meta spiazzano sul campo proprio per le loro integrazioni con le varie app, una fra tutte Garmin.

Gli sportivi, quelli veri, se dotato di un ciclocomputer o uno smartwatch Garmin recente, possono ottenere una integrazione quasi magica che trasforma i Vanguard, rivoluzionandoli. Una volta installata l’app Meta da Connect IQ, gli occhiali “parlano” con il dispositivo Garmin, e questo consente di avere accesso alla telemetria audio in tempo reale, anzichè consultare i dispositivi al polso.

Figo anche il video-diario dell’allenamento; una volta avviata una attività sul Garmin, gli occhiali entrano in modalità “attività”. Ogni foto o video che scattiamo durante questa modalità vengono automaticamente raggruppati e, al termine, aprendo l’app Meta si ha accesso a tutti i media già pronti. Da qui, poi, è possibile sovrapporre i dati del Garmin (velocità, dislivello, battito cardiaco, ecc.) direttamente sul video, creando clip pronte per la condivisione che sono semplicemente impossibili da realizzare in modo così semplice con qualsiasi altro dispositivo.

Se, invece, usiamo un Apple Watch, un Suunto o altri smartwatch sportivi, rispetto a Garmin l’integrazione è meno profonda ma comunque presente. Si può collegare l’app Meta a Strava o Apple Health, ma in questo caso l’abbinamento è post-allenamento e si perdono tutti gli automatismi molto comodi di cui vi ho parlato qualche istante fa.

In entrambi i casi, il “cervello” Meta AI è sempre disponibile a dare supporto, oltre che nell’attività sportiva anche per semplici domande al volo; che sia una traduzione in tempo reale, una domanda esistenziale o una richiesta di aiuto per capire cosa stai guardando (magari di fronte ad un monumento che non conosciamo), Meta AI funziona perfettamente quando richiesta.

Prezzo e considerazioni

Partiamo da un presupposto, i 549 euro richiesti per i Vanguard sono tanti, ma per la prima volta nel settore “smart glasses”, la spesa ha un senso. Voglio chiarire subito che non si tratta di una GoPro, nè di qualsiasi altra action camera, nè di un paio di cuffie per lo sport: il loro valore non è nelle singole specifiche, ma nella convergenza.

Sono occhiali sportivi Oakley eccellenti, che integrano un’ottima fotocamera POV e un sistema audio potente: tutto in un unico dispositivo, perfetti per l’atleta “social” che non vuole rinunciare a pubblicare uno scatto durante l’allenamento. Il vero game changer risiede nel software, soprattutto se utilizzate Garmin, con cui l’integrazione è ai massimi livelli. L’unica vera pecca, per quanto mi riguarda, sono le lenti graduate per il momento ancora assenti, ma se sei un atleta tech-enthusiast stanco di destreggiarti tra tre dispositivi diversi, Oakley e Meta hanno creato lo strumento che li unisce tutti, senza alcun dubbio.

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Nicola De Cillis

Smonta e fa a pezzetti cellulari e computer da quando aveva 7 anni; ad oggi coltiva ancora attivamente questa passione per il mondo digitale e collabora con GizChina ed altri blog nazionali.

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