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Galaxy Z TriFold va a ruba, ma Samsung perde soldi per ogni unità venduta

Un recente rapporto proveniente dalla Corea del Sud sta delineando un quadro complesso e, per certi versi, paradossale riguardante Samsung e la sua attuale politica di prezzi per il nuovo Galaxy Z TriFold.

Nel mondo della tecnologia di consumo, siamo abituati a margini di profitto rassicuranti per i produttori, ma il colosso di Seul sembra aver scelto una strada diversa, sfidando le logiche di mercato tradizionali pur di imporre la propria innovazione.

Galaxy Z TriFold costa già tantissimo ma dovrebbe costare di più

Crediti: Samsung

Facendo un passo indietro ai giorni precedenti l’annuncio ufficiale del prezzo, le previsioni degli analisti e degli appassionati erano concordi su una cifra decisamente elevata.

Basandosi su dispositivi simili già presenti sul mercato o su prototipi della concorrenza, si ipotizzava che il telefono avrebbe avuto un costo vicino ai 3.000 dollari. È stata quindi una piacevole sorpresa scoprire che il prezzo finale si aggira intorno ai 2.400-2.500 dollari (al cambio attuale).

Tuttavia, dietro questa cifra apparentemente competitiva per un dispositivo così esclusivo, si nasconde una realtà contabile preoccupante: produrre il dispositivo costa a Samsung più di quanto ricavi dalla vendita, generando una perdita netta su ogni singola unità commercializzata.

La situazione è sfaccettata, ci sono vari strati di complessità da analizzare. Uno dei fattori principali è l’aumento dei costi di determinati componenti critici, come le memorie e i pannelli flessibili di nuova generazione.

Invece di scaricare interamente questi costi sul consumatore finale, Samsung ha deciso di assorbirli, trasformando quello che doveva essere un prodotto ad alto margine in una scommessa finanziaria.

Un “Proof of Concept” destinato a pochi

La strategia di Samsung non è frutto di un errore di calcolo, ma è ovviamente una mossa deliberata. L’azienda non sta cercando di vendere il Galaxy Z TriFold in grandi volumi, trattandolo piuttosto come un “proof of concept” limitato, una dimostrazione di forza tecnologica immessa sul mercato reale.

Per convincere gli utenti ad adottare il form factor di questo tipo, Samsung ha ritenuto necessario perdere denaro nella fase iniziale pur di abbattere, almeno di un po’, la barriera d’ingresso.

Durante l’evento di lancio del dispositivo, un vicepresidente di Samsung ha rilasciato dichiarazioni illuminanti che chiariscono la visione dell’azienda. Il dirigente ha spiegato che, trattandosi di un prodotto in edizione speciale, l’obiettivo non è la vendita di massa, ma la preparazione del terreno per coloro che desiderano sperimentare questa nuova tecnologia.

Ha ammesso esplicitamente le difficoltà legate al prezzo delle memorie e di altri componenti, sottolineando come la dirigenza abbia preso la “grande decisione” di ridurre il prezzo finale per raggiungere una cifra che fosse, seppur alta, psicologicamente più accessibile rispetto ai 3.000 dollari previsti.

La pressione della concorrenza nel mercato premium

È una posizione ammirevole, quella di voler democratizzare (per quanto possibile nella fascia ultra-premium) una nuova tecnologia, ma è chiaro che Samsung non può sostenere a lungo una politica di generosità verso gli early adopters.

Tuttavia, questa scelta va letta nel contesto di una competizione sempre più serrata. Samsung si trova accerchiata su più fronti: da un lato la storica rivale Apple continua a dominare la fascia alta, dall’altro Google sta guadagnando quote di mercato significative nel segmento premium degli Stati Uniti, una “torta” che fino a poco tempo fa era quasi esclusivo appannaggio del duopolio Samsung-Apple.

Fuori dagli USA la situazione non è migliore, con competitor come Oppo, OnePlus, vivo e Xiaomi che dalla loro hanno opzioni davvero competitive.

In questo scenario, il Galaxy Z TriFold diventa un’arma strategica per la brand awareness più che per il profitto immediato. Accettare una perdita iniziale è ritenuto accettabile se serve a generare entusiasmo, a mostrare superiorità tecnica e a fidelizzare gli utenti all’interno dell’ecosistema Samsung.

L’obiettivo è far sì che il pubblico investa emotivamente e finanziariamente nel marchio, sperando che i costi di produzione scendano nelle future iterazioni del prodotto, quando la tecnologia sarà matura per il vero mercato di massa.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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