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Uno dei più prolifici brand di smartwatch abbandona Wear OS

Il panorama dei dispositivi indossabili basati sul sistema operativo di Google sta subendo un notevole scossone. Un altro storico produttore che per anni ha sostenuto l’ecosistema Wear OS sembra agire come se non avesse alcuna intenzione di lanciare nuovi modelli in futuro.

Senza dichiararlo apertamente, Mobvoi, l’azienda nota per la sua apprezzata serie TicWatch, pare aver deciso di interrompere la produzione di nuovi dispositivi, segnando potenzialmente la fine di un’era per uno dei marchi più riconoscibili nel settore.

Wear OS sta perdendo un altro pezzo da novanta

Crediti: Mobvoi

Mobvoi sembra, a tutti gli effetti, intenzionata a chiudere la linea TicWatch. I segnali sono inequivocabili: l’azienda non lancia un nuovo smartwatch da oltre un anno e ha iniziato a rimuovere i modelli più datati sia dal proprio sito web ufficiale che dalle vetrine di Amazon.

In risposta a un’indagine condotta dalla testata 9to5Google, Mobvoi non ha dichiarato esplicitamente di voler abbandonare il mercato degli smartwatch, ma la risposta è stata altrettanto eloquente: la società ha affermato di non avere “nuove informazioni da condividere“.

Sebbene il lancio di un nuovo modello TicWatch appaia ormai altamente improbabile, Mobvoi si è impegnata a supportare i dispositivi già in commercio. L’azienda ha dichiarato che “i dispositivi esistenti continueranno a ricevere il supporto essenziale“. Tuttavia, il significato preciso di “essenziale” rimane avvolto nel mistero, lasciando gli utenti nell’incertezza riguardo futuri aggiornamenti delle funzionalità o major update del sistema operativo.

Un trend preoccupante per l’ecosistema Google

Mobvoi si unisce a un numero crescente di brand che stanno abbandonando la nave di Wear OS. Fossil, un altro marchio chiave che in passato aveva tenuto in vita la piattaforma quasi da solo, ha smesso completamente di produrre smartwatch lo scorso anno.

Inoltre, dopo numerosi modelli basati su Wear OS, all’inizio di quest’anno Tag Heuer ha lanciato il Connected Calibre E5 con un software proprietario, segnando il primo orologio dell’azienda con certificazione “Made for iPhone“.

L’ultimo smartwatch prodotto da Mobvoi è stato il TicWatch Atlas, lanciato nell’autunno del 2024. Questo modello si proponeva come una promettente alternativa economica all’Apple Watch Ultra, puntando su robustezza e autonomia.

Tuttavia, uno dei principali talloni d’Achille dell’azienda è sempre stato l’inconsistenza degli aggiornamenti software, un problema che ha afflitto tutti i suoi modelli nel corso degli anni. Basti pensare che Mobvoi non ha ancora rilasciato Wear OS 5 per molti dei suoi orologi, mentre sul mercato è già disponibile la versione Wear OS 6.

Il dominio dei produttori di smartphone

Nel 2021, Wear OS aveva vissuto una sorta di rinascita grazie al lancio del Pixel Watch e al passaggio di Samsung alla piattaforma di Google con il Galaxy Watch 4. Sebbene Google e Samsung rimangano i principali costruttori di dispositivi Wear OS, anche brand come OnePlus, Oppo e Xiaomi hanno lanciato alcuni dispositivi utilizzando questo sistema.

Al di fuori dei dispositivi focalizzati prettamente sullo sport (come Garmin), il mercato degli smartwatch è ormai dominato dai produttori di smartphone. La maggior parte degli utenti tende ad acquistare uno smartwatch della stessa azienda che ha prodotto il proprio telefono per garantire la massima compatibilità nell’ecosistema.

Mobvoi, non avendo mai prodotto smartphone, si è trovata a combattere una battaglia impari. Per quanto possa essere triste perdere la linea TicWatch, che ha offerto per anni ottime soluzioni a prezzi competitivi, la dinamica del mercato rendeva questo epilogo tutt’altro che imprevedibile.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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