Stretta decisiva sui controlli alle frontiere: il Department of Homeland Security degli USA riscrive le regole del Visa Waiver Program.
Tra le novità, l’obbligo di dichiarare i profili social degli ultimi cinque anni e l’addio alle vecchie procedure via web in favore della biometria tramite app.
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Pianificare un viaggio negli USA potrebbe presto richiedere molto più del semplice passaporto e della carta di credito.
Il Department of Homeland Security (DHS) ha ufficialmente avviato, tramite pubblicazione nel Federal Register, una fase di consultazione pubblica destinata a cambiare l’architettura dei controlli per i viaggiatori internazionali. Al centro della riforma ci sono i cittadini dei paesi aderenti al Visa Waiver Program (il programma “Viaggio senza Visto”), per i quali si prospetta un significativo inasprimento degli obblighi informativi.
Dimmi chi segui e ti dirò se entri
La novità più rilevante, e destinata a far discutere, riguarda la trasparenza della propria vita digitale. Secondo le nuove direttive, che attuano l’ordine esecutivo emanato lo scorso gennaio, i richiedenti dell’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) saranno obbligati a fornire i dettagli dei propri profili social utilizzati negli ultimi cinque anni.
Non si tratta più di una facoltà discrezionale, ma di un requisito che entra a pieno titolo nella valutazione preliminare del viaggiatore. La U.S. Customs and Border Protection (CBP) è stata chiara nelle motivazioni: l’accesso a questi dati è ritenuto essenziale per verificare le identità digitali e incrociare le informazioni fornite con altri database di sicurezza.
L’obiettivo è ridurre le aree d’ombra e intercettare potenziali minacce ben prima che il passeggero metta piede sull’aereo. L’agenzia ha inoltre specificato che questo è solo l’inizio: l’intenzione è quella di ampliare progressivamente il set di dati “ad alto valore informativo” (inclusi elementi biometrici e tecnici) non appena l’infrastruttura tecnologica lo permetterà.
Addio al sito web, ora si fa un selfie da app
La revisione non tocca solo cosa viene controllato, ma anche come. La CBP sembra intenzionata a mandare in pensione la classica compilazione dell’ESTA via browser web. La proposta prevede infatti che il selfie diventi obbligatorio per tutti, eliminando la distinzione tra chi compila da mobile e chi da computer.
Il motivo è tecnico e di sicurezza. Le foto caricate via web sono spesso di bassa qualità o non idonee per un confronto biometrico accurato. L’uso dell’app ufficiale consente di scattare un ritratto in modalità “live” (in tempo reale) e di leggere direttamente il chip elettronico del passaporto tramite tecnologia NFC. Questo riduce drasticamente la possibilità di usare foto alterate o datate.
L’agenzia valuta addirittura la dismissione del sito web come canale di invio delle domande, relegandolo a semplice portale informativo. Una mossa che avrebbe il duplice vantaggio di standardizzare la qualità dei dati ricevuti e di tagliare le gambe al fiorente mercato dei siti “truffa” o non ufficiali, che spesso ingannano i viaggiatori imitando la grafica governativa.
Tracciamento in uscita: il sistema I-94
La stretta non riguarda solo gli arrivi. Una delle lacune storiche del sistema americano, ovvero la difficoltà nel tracciare con certezza chi lascia il Paese specialmente via terra, potrebbe essere colmata dalla nuova funzione Voluntary Self-Reported Exit.
Integrata nell’app “CBP Home”, questa funzionalità permetterà ai viaggiatori di segnalare la propria uscita inviando i dati del passaporto, un selfie e la propria posizione geografica. Il sistema verificherà che la foto sia scattata in quel preciso momento e che il dispositivo si trovi effettivamente fuori dai confini USA, generando un record biometrico di uscita.
Un vantaggio anche per il viaggiatore, che avrà così una prova documentale certa della propria partenza in caso di contestazioni future.
I prossimi passi
Mentre il documento aggiorna il quadro geopolitico del programma, citando l’ingresso del Qatar e la rimozione della Romania, l’attenzione è ora puntata sulla fase di consultazione. Cittadini e organizzazioni potranno presentare osservazioni prima che il dossier passi all’Office of Management and Budget per l’approvazione finale.
Se le stime della CBP sono corrette, la compilazione dell’ESTA via app richiederà circa ventidue minuti. Un piccolo investimento di tempo per il viaggiatore, ma un passo gigante per il “Grande Fratello” alle frontiere americane.








